14 novembre: Giornata Mondiale del Diabete – prevenire è meglio che curare

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Il 16 ottobre abbiamo parlato della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, volta a sensibilizzare la popolazione su temi quali fame nel mondo, ecologia, sostenibilità e cambiamenti climatici; oggi, domenica 14 novembre, tocca alla Giornata Mondiale del Diabete.

Il diabete è un altro tema molto importante quando si parla di nutrizione dato che, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS), globalmente ben 422 milioni di persone ne sono affette, in costante aumento, e 1.5 milioni sono i decessi collegati ad esso.

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14 novembre: giornata mondiale del diabete

Il diabete mellito – l’etimologia viene dal latino mellitus, dolce – è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio (> 126 mg/dl a digiuno) nel sangue .

Il glucosio è un monosaccaride, cioè uno zucchero a 6 atomi di carbonio che circola nel sangue ed è la fonte energetica delle cellule, indispensabile per la vita. Il glucosio può circolare liberamente nel sangue, ma non può attraversare la membrana delle cellule (costituita da lipidi idrofobi) perchè è una molecola idrofila.

In condizioni normali per entrare nelle cellule di alcuni tessuti, il glucosio ha bisogno dell’azione dell’insulina, ormone prodotto dal pancreas che, come se fosse una chiave, facilita il passaggio del glucosio dal sangue alle cellule dette “insulino-dipedenti”. Il principale effetto biologico dell’insulina è quindi quello di favorire l’ingresso di glucosio nelle cellule, affinché possa da queste essere utilizzato come materiale energetico.

Le possibili cause del diabete

Le condizioni alterate possono essere causate da:

  1. un’inadeguata o assente produzione dell’ormone insulina (Diabete Mellito di tipo 1 o DM1)
  2. una scarsa capacità dei tessuti di utilizzare l’insulina stessa (Diabete Mellito di tipo 2 o DM2).

In questi casi ci si trova di fronte ad un accumulo di glucosio nel sangue detta anche iperglicemia. Qualora non venga tenuto sotto controllo, il diabete progredisce e peggiora creando nel lungo termine una serie complicanze a tutti gli organi. Tra questi chi ne risente maggiormente è il sistema cardiovascolare (cuore, cervello, vasi), nervi periferici, reni, occhi, arti, piedi.

Valori a digiuno superiori o uguali a 126 mg/dl, riscontrati in almeno due occasioni, individuano una condizione di diabete, ma valori compresi fra 100 e 125 mg/dl definiscono già una condizione di alterata glicemia a digiuno.

Il range considerato normale oscilla fra i 70 e i 100 mg/dl a digiuno.

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Differenza fra i due tipi di diabete:

Diabete di tipo 1

Il diabete tipo 1 è una malattia autoimmunitaria il cui esordio avviene più spesso durante l’infanzia e l’adolescenza (può comunque manifestarsi anche in età adulta in soggetti predisposti). Nel diabete tipo 1 le cellule Beta del pancreasdeputate alla produzione dell’ormone-chiave insulina – vengono attaccate e distrutte da autoanticorpi. Questi sono anticorpi prodotti dal proprio corpo che non riconoscono i tessuti/organi come appartenenti a sé ma come estranei.

Il risultato è che il pancreas non riesce a produrre insulina o ne produce livelli insufficienti: è quindi necessario che questa carenza venga sopperita attraverso iniezioni di insulina con modalità e frequenza diversa a seconda dello specifico caso.

Diabete di tipo 2

Il diabete tipo 2 è una malattia cronica su base multifattoriale: intervengono al suo sviluppo sia fattori non modificabili come l’età, la familiarità e l’appartenenza ad alcune etnie sia soprattutto i fattori modificabili (la sedentarietà, il sovrappeso e l’obesità) su cui abbiamo potere di intervenire.

È caratterizzata dalla combinazione di alterata produzione di insulina da parte delle cellule beta pancreatiche, che quindi sono in grado di produrre l’ormone ma in quantità scarse, e resistenza all’insulina periferica. La seconda è una condizione nota come “anticamera del diabete” caratterizzata da una diminuzione della capacità delle cellule di rispondere all’azione dell’insulina.

In genere, la malattia si manifesta dopo i 30-40 anni o anche più avanti.

14 novembre: giornata mondiale del diabete – l’importanza della prevenzione

Non starò a dilungarmi sui sintomi, l’epidemiologia e la cura del diabete.

Piuttosto voglio soffermarmi su come trattarla dal punto di vista alimentare visto che esistono strategie di prevenzione “primaria”, ovvero interventi il cui cardine sta nel condurre uno stile di vita sano. Questo in modo da prevenire o quanto meno ritardare l’insorgenza della malattia.

Se è vero che purtroppo per il diabete tipo 1 non esiste al momento ancora una modalità di prevenzione primaria della malattia, ciò non vale per il diabete tipo 2.

Se abbiamo la fortuna di non avere il diabete tipo 1, perché rischiare di sviluppare il diabete tipo 2 se esiste un modo per prevenirlo?

Basta condurre uno stile di vita corretto prima che sia troppo tardi. Questo prevede abitudini alimentari sane basate sulle raccomandazioni della dieta mediterranea, fare attività fisica di tipo aerobico per almeno 150 minuti a settimana e non fumare

Come già discusso, la dieta mediterranea prevede regolarità negli orari e moderazione nelle quantità dei pasti. Inoltre dà ampio spazio alle verdure e alla frutta, raccomanda il consumo di cereali integrali, legumi, pesce, frutta secca, latticini a basso contenuto di grassi e olio extravergine di oliva come condimento principale. Per quanto riguarda la carne, poche carni rosse e niente carni lavorate. Evitare prevalentemente i dolciumi e, alla base di tutto, movimento fisico quotidiano.

Qui di seguito puoi trovare il mio articolo sulla dieta mediterranea e sui suoi benefici a livello nutrizionale.

Che indicazioni seguire se ho il diabete?

Per le persone diabetiche le raccomandazioni sono pressochè le stesse della dieta mediterranea.

Le norme di prevenzione citate sopra aiutano a migliorare il controllo della glicemia e a mantenere il peso corporeo nella norma, rallentando l’evoluzione delle complicanze del diabete.

Un adeguato controllo oltre che del glucosio, dei lipidi (colesterolo LDL, HDL e trigliceridi) e dei valori della pressione arteriosa può ridurre l’insorgenza di complicanze cardiovascolari nei diabetici.

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Attenzione alla quantità di zuccheri negli alimenti!

Oltre a ciò, un diabetico dovrà porre più attenzione alla quantità e al tipo di zucchero contenuto negli alimenti ma non deve eliminare del tutto i carboidrati, anzi!

I cereali, specialmente se integrali come raccomanda la dieta mediterranea, devono essere presenti in ogni pasto. Infatti pane, pasta, riso, cereali per colazione (al naturale) integrali contengono carboidrati complessi a lento rilascio. Questi permettono a chi produce meno insulina – o chi è meno sensibile ad essa (diabete di tipo 2), ma anche chi non la produce e la deve assumere sintetica (diabete di tipo 1) – di mantenere la glicemia a livelli più stabili.

Anche la frutta va bene con moderazione, ammesso che si cerchi di evitare la più zuccherina e ahimè, per molti la più buona, come uva, fichi, cachi, bananeper non parlare della frutta candita, secca o sciroppata.

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Da eliminare quasi totalmente è invece il consumo di bevande zuccherate, caramelle e dolciumi vari.

Ma anche cioccolata non fondente e la maggior parte di torte e biscotti perché contengono zuccheri semplici che vengono digeriti e assorbiti rapidamente nel sangue. Così facendo rischiano di aumentare molto velocemente il livello di glicemia.   

Oltre che dal tipo di carboidrati, l’innalzamento della glicemia è influenzato anche dalla presenza di fibra e dalle associazione fra alimenti. Questa può rallentarne l’assorbimento dei carboidrati stessi. Infatti, ad un piatto di pasta in bianco sarà dunque preferibile, per esempio, una pasta alle verdure, ricca di fibra.

Per essere sicuri di ingerire la quantità ideale di fibre basta seguire una dieta di tipo mediterraneo, che raccomanda il consumo giornaliero di 5 porzioni di verdura e di frutta e di 3-4 porzioni alla settimana di legumi. Oltre che, come già detto, di cereali integrali e loro derivati.

Giornata mondiale del diabete: Quale dieta è più consigliata?

In definitiva, la dieta mediterranea é la dieta ideale anche per i diabetici.

Una cosa importante da tenere in considerazione è la distribuzione nell’arco della giornata di carboidrati (la conta dei carboidrati o CHO counting). Questa può variare in base alle caratteristiche individuali come l’età, il peso, la quantità di attività fisica e al livello di gravità del diabete.

Per questo motivo è indispensabile la valutazione da parte di diabetologo e dietologo/nutrizionista.

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Terapia:

DT1 – Oltre a prevedere dieta e attività fisica, la terapia è basata sulla somministrazione di insulina che deve iniziare subito dall’esordio.

DT2 – se la malattia non riesce ad essere tenuta sotto controllo solo con il cambiamento dello stile di vita, va prescritta una terapia farmacologica. Questo a seconda del grado di malattia.

Conclusioni all’articolo sulla giornata mondiale del diabete

Per concludere questo articolo voglio consigliarti una ricetta. È un piatto di pasta sano, buono, veloce, di stagione, adatto a chiunque (anche ai diabetici) e bellissimo, perché anche l’occhio vuole la sua parte.

Spaghetti integrali al cavolo cappuccio viola e noci:

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 gr di spaghetti integrali
  • 300 gr di cavolo cappuccio rosso
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2-3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 50 gr di noci sgusciate e sbriciolate grossolanamente
  • Un pizzico di sale iodato
  • Una spolverata di parmigiano grattugiato/ricotta salata (non per forza)

Mentre l’acqua raggiunge i 100 °C, soffriggi la cipolla tagliata sottilmente in una padella o un wok, taglia il cavolo viola a listarelle sottili e sguscia le noci. 

Appena l’acqua bolle versa il sale e aggiungi gli spaghetti.

Appena la cipolla sarà appassita butta in padella il cavolo cappuccio viola aggiungendo via via dell’acqua di cottura della pasta.

Quando mancheranno circa tre minuti alla cottura della pasta, unisci al cavolo le noci sbriciolate grossolanamente. Scola la pasta, lasciando da parte ancora un po’ dell’acqua di cottura. Versa gli spaghetti in pentola e continua fino alla fine del tempo di cottura.

A piacimento aggiungi anche del formaggio grattugiato.

Alternativamente, una volta cotto il cavolo rosso, aggiungerlo in un mixer insieme all’aglio, le noci, 1 cucchiaio d’olio e un pizzico di sale

Aggiungere 1 o 2 cucchiai d’acqua se necessario e frullare il tutto per ottenere una crema con cui condire la pasta.

Dottoressa Nora de Bonfioli Cavalcabo’, biologa nutrizionista

Spero ti sia piaciuto il mio articolo sulla giornata mondiale del diabete. Se ti interessa la rubrica nutrizione, ti suggerisco di leggere il mio articolo sulle 10 raccomandazioni dell’AIRC su come mantenersi in salute.