Il “saggio” dolore

[Riferendosi al training pre-assunzione] “Allora, benvenuto! è stato facile come pensavi?”

“No signore, non lo è stato signore.”

Sabato pomeriggio ho avuto il piacere di passare del tempo con il mio gruppo di amici e, approfittando della splendida giornata, ci siamo incamminati verso un giardino panoramico che dà sulla mia amata città, Firenze.

Ispirati da cotanta bellezza abbiamo aperto un dibattito leggero e pieno di scherno e risate sulle differenze tra uomo e donna e, soffermati sull’argomento “interrompere una relazione”, abbiamo tirato fuori esperienze e idee sullo scomodo ruolo di chi “lascia”.

E’ emersa quasi totalmente l’idea che CHI decide di interrompere la relazione d’amore si sente di recare DOLORE ad una persona per la quale egli/ella nutre affetto ed è per questo che si prova difficoltà nell’atto di”lasciare”.

Sulla scia dell’articolo precedente, decido di approfondire questo tema poiché non riesco a togliermi dalla testa quanto quest’emozione sia veramente associata ad un qualcosa di NEGATIVO e, quindi, mi sento di poter/dover dire qualcosa di diverso.

 

Il Venerdì di Pasqua, poco prima di partire alla volta di Milano dove mi avrebbero aspettato quattro giorni di Pranzi e Cene senza sosta, ho avuto la FORTUNA di ricevere i risultati delle analisi del sangue fatte una settimana prima.

Del tutto incosciente ho aperto la busta: RISULTATI PAUROSI. Due valori in particolare sono veramente preoccupanti e TI GIURO che mentre li ho letti ho cominciato a SUDARE DAL TERRORE (altro che paura).

Decido comunque di posticipare il problema evitando di essere un peso per tutti e, dopo qualche minuto, riprendo il mio usuale stato d’animo di entusiasmo e felicità nella vita.

Non ti nego che le due notti successive, quando calava il silenzio, i pensieri frullavano a mille e addormentarsi era veramente difficile.

La terza notte, la notte del pranzone domenicale, percepivo al 200% che il mio corpo mi stava comunicando un ALLARME provando sensazioni di affanno (quasi mancanza di respiro) e gonfiore eccessivo.

 

Penso che aver visto le analisi prima di partire abbia suscitato in me una PAURA tale da aumentare la percezione delle sensazioni corporee, o quantomeno, io abbia di conseguenza posto più attenzione a quello che il corpo mi comunicava rispetto ad una settimana prima quando, dopo due pizze, niente di tutto ciò era successo.

Non ti nego che ad un certo punto, impaurito e profondamente arrabbiato con me stesso per essermi ritrovato in questa situazione, mi sia alzato e abbia dato libero sfogo al mio dolore con un pianto veramente potente.

Mai dolore si è rivelato più utile.

A distanza di una settimana oggi mi sono svegliato con delle bellissime sensazioni, niente affanno e 2 kg in meno (rispetto al venerdì mattina della partenza). Ovviamente mi sono studiato tutte le composizioni degli alimenti che quotidianamente mangio e li ho sostituiti con altri alimenti più salutari.

 

Morale della favola: migliorare la propria alimentazione? ASSOLUTAMENTE NO. Piuttosto però soffermarsi sul ruolo FONDAMENTALE che il dolore ha avuto nel mio percorso di cura del problema. Il dolore è quello che mi ha aiutato ad andare avanti e mettere in pratica soluzioni produttive. Senza di esso, probabilmente avrei continuato ad ingozzarmi mettendo a serio rischio la mia vita.

 

Ti prego di non badare all’eccessivo semplicismo con cui la storia sia finita bene. La storia non è alquanto finita: continuerò ad alimentarmi in maniera adeguata e fino a che le analisi del sangue e il dottore non mi diranno cosa posso re-integrare nella mia alimentazione starò particolarmente attento a quello che mangio.

Osserva piuttosto il senso di tutto ciò. Ascoltare le proprie emozioni è l’unico modo per farci guidare da esse. E’ una cosa molto difficile da imparare ma porci attenzione è sicuramente il primo passo.

 

Probabilmente se ti ritroverai a lasciare il tuo partner, continuerai a pensare di essere artefice del suo dolore. Tuttavia, da oggi, forse ti ricorderai che quello che ci farà questa persona col suo dolore è una sua responsabilità e non è detto che le conseguenze debbano per forza essere negative.

In settimana arriveranno altri 3 articoli quindi, rimani connesso!

Un abbraccio

Niccolò Di Paolo

foto made by djake08 https://www.instagram.com/djake08/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...