Lettera di Licenziamento

Caro Lorenzo,

sono qui di fronte a quella che sento essere la scelta più difficile della mia vita, andarmene da questo posto di lavoro.

Consapevole del fatto che non leggerai mai queste parole mi sento libero di scrivere qualsiasi pensiero poiché, almeno qui, non avrò paura di deluderti, di recarti dolore.

Sono stati tanti i momenti in cui ho pensato di andarmene e i motivi erano pressoché sempre gli stessi: non mi sentivo gratificato, non mi sentivo espresso, mi annoiavo e mi stressavo tantissimo allo stesso tempo, davo 2000 e ricevevo 1. Allora ad un certo punto ho iniziato a dare 1…

Sono state tante le emozioni in questi anni, purtroppo ad oggi le più vivide sono tutte negative: frustrazione, rabbia, dolore…paura!

Sei un uomo anziano ed è difficile molte volte comunicare con te, è difficile accettare il tuo lunatismo, il tuo cambiare stato emotivo da un giorno all’altro, da essere il tuo Nicco a minacciarmi dicendomi che sono una delusione.

Quello che purtroppo mi crea difficoltà nel licenziarmi però, è l’enorme affetto, la gratitudine, il rispetto e, lo ammetto, la paura di perderti. Là fuori mi aspetta una vita da uomo, sento questo come ultimo definitivo step.

È uno step carico di aspettative e di paure, poiché indietro non si torna. In un mondo perfetto il tutto oggi si concluderebbe con un abbraccio, con una manifestazione di affetto e di stima reciproca. Quello che vedo invece è diverbio, leve sul senso di colpa, sulla mancata correttezza, sulla non sincerità. Mi aspetto tutte queste reazioni e non le vorrei, ma ora sono pronto ad affrontarle.

Le affronto perché là fuori c’è il mio sogno aspettato da 9 lunghi anni, il sogno di laurearmi e rendere attivo il mio mestiere, quello dell’ascolto e della parola, dell’amore puro verso il prossimo.

Voglio quello che c’è la fuori più di ogni altra cosa e questa difficoltà non mi fermerà.

Il respiro torna presente nel mio corpo, l’ossigeno mi pervade mentre scrivo e rileggo quello che sento:

Cosa sento? Sento amore, gratitudine, sento la fine di un percorso, sento un mondo trascorso in un attimo, sembra ieri che varcavo la tua soglia per la prima volta, era settembre 2015, non avevo cura della mia persona e scappavo da una realtà che mi stava soffocando, figlia di un’ambizione che non riuscivo ad accettare. Volevo essere 1000 per farlo vedere a mio padre, ora voglio essere 1000 per i miei figli, per me, per me…per la mia persona che ha superato e supera tante difficoltà ma che sembra non voler mollare.
L’equilibrio respiratorio si sta avvicinando. Se respiro, tutto andrà bene. Va già bene perché la scelta l’ho già presa.

Ti voglio bene Lorenzo, mi dispiace abbandonarti ma questa è la mia vita e ho un debito con me stesso da troppo tempo. È l’ora di saldarlo. E per farlo devo passare anche da questo, dal momento in cui dirò “Lorenzo, il mio professore della tesi mi ha proposto di andare a fare un progetto di ricerca al King’s College di Londra per 6 mesi, e se non lo faccio ora nella mia vita non lo faccio più…Lo so che sarai arrabbiato con me per questo, ma non posso vivere per assecondare le tue aspettative. Devo ascoltare le mie motivazioni e le mie motivazioni recitano “Nicco, ti meriti questo regalo…te lo meriti perché sei una persona fantastica ed è l’ora che tu raccolga quanto di questi anni hai seminato”.

Si avvicina il momento e l’ansia sale, iperaurosal, petto costretto…

Voglio licenziarmi oggi, 1° luglio 2019 e questo non cambierà.

Oggi accadrà perché l’ho deciso.

 

Niccolò

 

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