Andare da uno psicoterapeuta? Perché dovrei farlo?

Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa la psicoterapia per guardarsi l’anima.

Accorgersi che il nostro corpo ha bisogno di un medico è abbastanza semplice, mentre capire quando è la nostra psiche ad avere bisogno di aiuto è molto più difficile.

Sono numerose le situazioni che possono motivare l’inizio di una psicoterapia, ad esempio situazioni di disagio derivanti da eventi come lutti e separazioni, oppure sintomi specifici come ansia, insonnia o insoddisfazione.

Queste condizioni non permettono alla persona di stare bene e creano un malessere che si protrae nel tempo interferendo con la propria vita. In questi momenti è necessario rivolgersi ad uno “specialista della mente”, una figura professionale che aiuta la persona a comprendersi e ad individuare le risorse per affrontare al meglio le insicurezze e le sofferenze che ognuno di noi vive.

Ma rivolgersi ad uno psicoterapeuta è una decisione spesso presa con avversione e quasi con vergogna. Ciò accade perché, in buona fede, sentiamo da amici e parenti frasi del tipo “Ti vuoi rivolgere ad uno psicoterapeuta? Ma no dai, basta parlarne con un amico…” oppure ”Vuoi iniziare una psicoterapia? Ma sei diventato matto?”.

Questi sono solo alcuni dei luoghi comuni che ci allontanano dalla presa di coscienza di ciò che ci fa soffrire intimamente. Nella nostra cultura, infatti, è ancora radicato il pregiudizio che considera la persona che soffre a livello psicologico come un individuo inadeguato. Ma chiedere aiuto non significa ammettere una sconfitta, anzi dimostra di avere il coraggio di mettersi in discussione ed è una scelta di salute!

E voi, avete mai pensato di rivolgervi ad uno psicoterapeuta?”

 

Dottoressa Veronica Caroccia