Chi è l’assistente sociale? Di cosa si occupa? Comprendiamo il lavoro di chi aiuta le persone in difficoltà, che siano singoli, famiglie o gruppi di persone

Tempo di lettura: 5'
letto 219 volte

Il ruolo dell’assistente sociale è quello di fornire strumenti per soddisfare i bisogni e migliorare la condizione di vita alle persone che vivono ai margini della società. I motivi possono essere la mancanza di risorse economiche o culturali, il disagio familiare, la delinquenza o la tossicodipendenza.

L’assistente sociale promuove l’autonomia e valorizza le risorse del singolo o del gruppo mettendoli in relazione con il contesto sociale, le istituzioni, le associazioni di volontariato creando una rete sociale.

due categorie differenti di assistente sociale

Vi sono due categorie di Assistenti Sociali:

  • l’Assistente Sociale che svolge mansioni operative al servizio della comunità. Per formarsi occorre avere una Laurea triennale appartenente alla classe L 39 Servizio Sociale (DM 270/2004). Dopo la laurea è necessario inoltre superare l’esame di Stato che consentirà l’iscrizione alla sezione B dell’Albo professionale.
  • l’Assistente Sociale Specialista che ha compiti dirigenziali, in quanto organizza e coordina i servizi sociali, è necessario avere una Laurea Magistrale nella classe LM 87 “Servizio sociale e politiche sociali” (DM 270/2004). Oltre a questo occorre inoltre sostenere un esame di Stato, il superamento del quale consente di iscriversi alla sezione A dell’Albo.

di cosa si occupa nello specifico l’assistente sociale

L’assistente sociale, nello specifico imposta, sviluppa e controlla la realizzazione di progetti assistenziali. svolge attività di primo ascolto, accogliendo e prendendo in carico l’utente.

Inoltre, analizza e valuta le domande di bisogno dei cittadini e, sulla base delle esigenze riscontrate, programma le azioni e i servizi, pianifica inoltre i tempi e gli impegni reciproci per raggiungere gli scopi condivisi. Cura i rapporti con gli enti e le istituzioni, attiva le reti sociali e quelle territoriali.

Dal punto di vista metodologico applica i principi e le procedure per la diagnosi, il trattamento e la riabilitazione delle disfunzioni mentali oltre ad aiutare i soggetti con disabilità fisiche e mentali a ottenere i trattamenti adeguati attivando e certificando le procedure finalizzate all’assistenza pubblica.

Può svolgere attività di segretariato sociale e contribuisce alla programmazione di politiche del territorio coerenti con i bisogni espressi dagli utenti.

Si adopera quindi per l’inserimento socio-lavorativo delle categorie svantaggiate come i portatori di handicap, gli immigrati, i detenuti, i malati psichiatrici.

Infine, assiste economicamente le famiglie, gestisce le risorse finanziarie, e segue le pratiche di richiesta di affidamento o di adozione fornendo sostegno psicosociale, assistenza alla persona, attenzione medica e supporto emotivo.

che strumenti utilizza l’assistente sociale?

Attraverso colloqui, orienta e accompagna la persona, aiutandola a valorizzare le proprie risorse, poichè comprende e ascolta attivamente, parla e comunica, oralmente e per iscritto, in maniera chiara ed efficace.

L’assistente sociale riconosce i comportamenti delle persone, le differenze individuali nelle attitudini, nella personalità e negli interessi, comprende i meccanismi di apprendimento e di motivazione. Peraltro, applica i metodi della ricerca psicologica e della valutazione e del trattamento dei disordini comportamentali e affettivi.

Fa da mediatore nelle situazioni di conflitto. Ha padronanza delle dinamiche di gruppo, le influenze e le tendenze sociali, le migrazioni umane, l’etnicità, le diverse culture. Svolge attività didattico – formative.

Si destreggia tra le leggi, le procedure legali, i regolamenti e anche le sentenze esecutive, sa qual è il ruolo delle istituzioni e ha padronanza perciò delle procedure amministrative.

L’assistente sociale riconosce infine i problemi, raccoglie le informazioni utili a valutare più opzioni, valuta i punti di forza e quelli di debolezza della questione e trova soluzioni.

Ha inoltre capacità di persuasione, è in grado di far cambiare idea o comportamento alle persone. Cerca soluzioni per soddisfare i bisogni altrui.

ambiti di lavoro e contesti diversificati

L’assitente sociale lavora in contesti diversificati:

  • adulti in difficoltà;
  • affido e adozioni bambini;
  • anziani;
  • cure palliative;
  • dipendenze patologiche;
  • problemi di salute mentale;
  • disabili;
  • esecuzione penale;
  • famiglie;
  • formazione;
  • immigrazione;
  • neuropsichiatria infantile;
  • salute mentale;
  • tutela minori (dispersione scolastica, tribunale per i minorenni, case famiglia, comunità).

Assistente sociale: gli sbocchi lavorativi

Gli sbocchi lavorativi per l’assistente sociale sono molteplici. Infatti l’assistente sociale lavora con contratti di consulenza, a tempo determinato o indeterminato per strutture pubbliche, quali gli enti locali, le Asl, i ministeri, o in alternativa per strutture private.

Ciò nonostante, lo sbocco lavorativo privilegiato degli Assistenti Sociali è il settore pubblico, nel quale si entra tramite concorso.

L’assistente sociale può lavorare inoltre nell’ambito privato presso case di cura, case di riposo e assistenza per anziani, Residenze Sanitarie Assistenziali (Rsa), cooperative sociali o in strutture convenzionate con gli enti pubblici.

Può anche scegliere di diventare libero professionista e operare da solo o per di più associato ad altri professionisti.

albo assistenti sociali

La Legge 23 Marzo 1993 n.84 ha introdotto l’obbligo di iscrizione all’Albo professionale per poter svolgere l’attività di Assistente Sociale, non solo come libero professionista, ma anche come dipendente pubblico o di enti/aziende private.

Dott.ssa Tania Gambini

Suggerimenti di lettura correlati all’assistente sociale

Se ti interessa conoscere meglio le professioni che si muovono nel campo socio-educativo, ti suggerisco, di leggere il mio articolo su l’educatore e l’educatrice professionale