Come mai scambi la quasi totalità del tuo tempo per un pugno di moneta?

Come sono legate le attività più ‘elevate’ dell’essere umano all’economia ed alla moneta?

“E i topi divennero l’unità monetaria” (Zibigniew Herbert)

Perché esistono Paesi ricchi e Paesi poveri? Più attualmente, perché esistono patrimoni privati di miliardi e miliardi di dollari ed intere geografie in lotta per la sopravvivenza?

Che cos’è la moneta? Come mai esiste? Come viene creata e perché? Ha senso che esista?

Come mai il contratto fra Juventus S.p.A e Cristiano Ronaldo vede la cifra di 30 milioni di euro all’anno per 4 stagioni ed ancora in molti casi la cassa integrazione ‘stanziata’ per covid non è stata incassata da molti nostri compaesani?

Com’è possibile che il mercato dell’arte (per fortuna, sotto molti punti di vista) ‘valga’ tanto? Come sono legate le attività più ‘elevate’ dell’essere umano all’economia ed alla moneta?

Come le Banche Centrali riescono ad influenzare le vite di miliardi di essere umani?

Perché alcune ‘cose’ hanno più o meno ‘valore’? Che cosa è il ‘valore’?

Come mai scambi la quasi totalità del tuo tempo per una pugno di moneta?

Queste alcune fra le indefinite domande a cui l’economia sembrerebbe cercare risposta o di cui ha già la risposta: in effetti l’economia identifica una serie di relazioni socio-economiche fra più attori socio-economici.

Sarebbe folle cercare di dare una definizione di economia in poche righe, considerata la complessità dell’argomento, ma cercheremo di fornire adeguati approfondimenti e delucidazioni con le prossime ‘puntate’. Non temete se alcuni concetti saranno poco chiari, lo saranno di volta in volta un po’ di più.

In effetti l’economia è tutto, o meglio, è dappertutto.

Prendiamo ad esempio un formicaio.

Osservando i flussi in entrata ed in uscita da esso ci concentriamo su un’economia in pieno movimento. Una società. La differenza più importante rispetto alle nostre economie occidentali è l’assenza della moneta.

Per alleggerire l’analisi di questa struttura e dei suoi flussi, prendiamo ad esempio la realtà raccontata nel cartone animato ‘Z la formica’.

Economia e cinema

La società in cui vive il nostro eroe è una perfetta macchina socio-economica che si sostanzia in una società estremamente dirigista il cui vertice è rappresentato dalla Regina e dalla discendente, Bala, e procedendo verso la base troviamo l’arma e la classe operaia.

L’organizzazione di questa società colloca l’individuo in un temibile ente organizzato che produce, organizza, distribuisce in virtù del principio che ne sta alla base: la sopravvivenza del gruppo e dell’individuo stesso. Se ciò non fosse, la sopravvivenza dell’individuo nell’Arena della natura non sarebbe garantita.

Il che porta sorprendentemente ad una complessa società.

All’Arma o al Piccone si accede alla nascita secondo una valutazione delle caratteristiche fisiche del nascituro.

Verranno così determinati status, reddito, il suo peso in società e le conseguenze psicologiche, sociologiche e intellettuali che ne derivano.

Il tutto in funzione del principio filosofico fondante della stessa società, la sopravvivenza.

Z non si sente realizzato dall’annichilimento individuale in favore della sopravvivenza sociale.

Infatti, Z , non lo accetta, mentre la sua psiche, curata da uno specialista anch’esso ‘annichilito’ e funzionale alla società, non risente di alcun beneficio.

Ma l’amore salva tutto…

Sarà l’amore per Bala, l’unica discendente al trono, che lo porterà alla propria realizzazione e gli permetterà di rivoluzionare positivamente la società in cui vive, seppur sempre dirigista, contribuendo a far sì che essa dia valore a tutti i suoi membri.

Sarà pur sempre uno stato militare conformista, ma in questo caso ne vengono comprese le ragioni funzionali e si vede come alla fine della narrazione l’individuo venga riconosciuto come degno componente dello stato stesso. Z cambia, peraltro, psicologo.

Al di là di tutte le elucubrazioni basabili su questo piccolo sunto e delle implicazioni di carattere accademico dei vari aspetti toccati, in tutto e per tutto si tratta di un’ economia, senza moneta, ma pur sempre un’economia.

In questo caso i componenti del gruppo sociale raggiungono status e remunerazioni in virtù della funzione che svolgono per il successo della società.

Sarebbe profondamente interessante spendersi sulle implicazioni psicologiche, sociologiche, comunicative, filosofiche, tecnologiche (…) che stanno dietro alla rappresentazione del cartone ma per adesso fermiamoci qui per almeno due motivi.

Non possiedo tanta conoscenza del mondo delle formiche ed abbiamo compreso che anche in un formicaio è possibile trovare l’economia.

Economia: disciplina trasversale

L’Economia è senza dubbio collegata a tutti gli ambiti della antropologia: sociologia, psicologia, filosofia, arte. E’ incredibile come le opere delle dittature del 900 si assomiglino a prescindere dall’ideologia sottostante e come siano legate ad un modello economico centralizzato.

Lo Status ha implicazioni nei termini della retribuzione, dello scambio e nel modo di pensare, influenza la scelta, il pensiero ed il tempo da dedicare alla coltura di tutto ciò che non è ‘produzione’.

Ma esso è collegato con l’obiettivo di produzione della società e quindi è possibile dire che lo Status dipende dall’economia anche in virtù di quanto sopra.

L’economia come scienza sociale

L’economia è una scienza sociale, si sostanzia quindi nello scambio, ovvero in un caso specifico di interazione sociale.

L’individuo è conscio del fatto che per ottenere un certo rendimento da una certa attività (caccia, pesca, gioco,…) cooperare con altri spesso è la via migliore. Questo a meno che non si abbia tutto il necessario per vincere con semplicità.

In genere, dati obiettivi, risorse e vincoli è possibile definire un problema economico e più in genere matematico.

Ebbene sì, l’economia è strettamente legata anche con la matematica. Si pensi che esistono corsi di studio di livello specialistico che uniscono discipline fisico-matematiche a discipline economiche!

Spesso ‘vincere con semplicità’, almeno in determinate fasce di reddito o sociali, non è così semplice in quanto le risorse sono per definizione limitate, se non fosse così non avrebbe senso lo scambio e pertanto neppure la stessa economia.

Essendo lo scambio ed il lavoro la base dell’economia è evidente come la società e l’interazione fra società siano centrali al suo interno.

Economia e psicologia

Ma lo è anche la psicologia. La persona effettua scelte continuamente, così come fanno le aziende.

Queste scelte saranno fortemente dipendenti dal sistema socio-economico in cui vengono agite e deriveranno ad ogni modo da un processo decisionale individuale comunque condizionato sotto molti aspetti (possibilità di acquisto, marketing e comunicazione, valori individuali e sociali…) .

E come si misura il ‘valore’?

Perché alcuni hanno più possibilità (e quindi in senso pragmatico anche il diritto) di accedere a determinati percorsi di sviluppo ed invece altri ne possiedono meno? E’ possibile intervenire per rendere il tutto più equo?

Chiaramente la rarità della risorsa e quindi il suo prezzo di accesso, la complessità e la necessità di competenze e strumenti specifici per produrla (ed anche della rarità e del potere negoziale del loro fornitore) oltre che i canali di accesso al prodotto sono fattori oggettivi che concorrono a formare il prezzo.

Così come le esigenze sociali ed individuali.

Le esigenze sociali senza dubbio sono collegate ai principi che concorrono a determinare i valori della società, ed è pertanto possibile dire che anche il pensiero, la filosofia e la religione ‘cooperino’ con l’economia.

Chiaramente nel tempo si sono consolidati determinati rapporti di forza fra gli attori socio-economici ed una serie di dotazione di risorse (senza dubbio iniqua) in maniera tale da formare un equilibrio consolidato, seppur continuamente in evoluzione.

Per l’appunto uno degli obiettivi di una economia equa – in linea teorica – è proprio quello di distribuire equamente il livello massimo di prodotto ottenibile in linea con i principi fondanti dell’economia in oggetto. La distribuzione equa è in genere demandata alle Istituzioni, le quali si sono formate nella storia e nel tempo.

Ed ecco che l’economia è profondamente legata alle Istituzioni e quindi alla Cosa Pubblica

E la ricchezza: come definirla?

Può essere ricca una società che a fronte di un’ ‘evoluzione tecnologica ed industriale’ distrugge l’ambiente che rende possibile la stessa ricchezza e la vita della società stessa?

Il prezzo di un bene che non consideri il costo ambientale e sociale di una produzione consente la corretta allocazione delle risorse?

Anche in questo caso l’economia non può essere considerata se non congiuntamente alla natura ed al sistema sociale in cui si vive.

Ad esempio: si pensi ad una società che si ritrovi in valori di solidarietà, riflessione verso la vita ed operosità.

Andrà da sé che le sue scelte di investimento saranno indirizzate verso lo sviluppo di una certa educazione familiare o scolastica, in una comunicazione mediatica completa o verso il finanziamento di attività sportive e ricreative in maniera sistemica.

Sanità pubblica, tutela della libertà espressiva, investimenti socialmente utili saranno potenzialmente parte dei bilanci di queste società.

Al contrario, una società che si identifichi nella competizione perpetua e nell’assenza di fattori correttivi (dei comportamenti individuali ed organizzativi) ai fini di una condizione di benessere comune porrà in essere investimenti, comunicazione ed educazione secondo detti scopi.

Sarà la forza relativa in senso economico a dettare le regole sociali in questo caso. Questo a meno che i forti non siano guidati da principi equitativi, dovremo sperare bene£.

Anche la filosofia ed il pensiero più spesso condivisi si adegueranno. Od in effetti ne saranno fondanti. Ed anche l’indicazione di ciò che è accettato socialmente e cosa non lo è.

Lo studio delle relazioni Economiche

Riassumendo: l’economia è quindi anzitutto lo studio delle relazioni economiche, che non sono altro che relazioni sociali.

Essa si basa sull’interazione sociale e nasce in virtù del fatto che gli individui prima che esistessero le prime società, si resero conto che queste avrebbero potuto rappresentare uno strumento utile per raggiungere più facilmente i propri obiettivi.

Definendo quindi anche obiettivi sociali, per definizione. L’interazione sociale analizzata come centrale in economia è lo scambio.

Esso si basa sulla presenza di risorse scarse, quindi non disponibili illimitatamente.

Finalizzando uno scambio si riesce ad identificare un valore relativo di un bene.

Ciò fu dapprima espresso tramite il baratto, un sistema assai inefficiente di scambio.

In un secondo momento invece si è passati allo scambio fra ‘titoli’ (annotazioni, talvolta anche su pezzacci di carta) rappresentanti il valore relativo dello scambio effettuato, la moneta di oggi da un certo punto di vista.
Oggi la situazione è molto più complessa, ma ne parleremo specificamente in una uscita dedicata.

Un esempio

Si pensi, e.g., che la Banca Centrale può creare moneta sulla base di scelte e politiche istituzionali.

In questo momento, sulla base di un certo livello di depositi bancari e di riserve obbligatorie a garanzia, è possibile creare un livello di prestiti molto elevato.

Ad esempio, con 1000€ di depositi ed una riserva di sicurezza calcolata istituzionalmente al 10% è possibile creare 10.000€ di moneta circolante!

Non è necessariamente un male od un bene, è semplicemente uno strumento utilizzato per un fine.

Il vecchio cambio con l’oro è stato abbandonato oramai decenni orsono, ed il che è anche un gran bene da un certo punto di vista.

Nel film ‘In Time’ con il mitico Justin Timberlake la moneta è per l’appunto il tempo e l’illusione per le fasce più povere della popolazione è di poter sfruttare l’ascensore sociale per divenire immortali e vivere una vita in pace.

Purtroppo, il tempo è magistralmente gestito dal vertice della società che lo distribuisce in maniera tale da farlo circolare in misura minore o maggiore in determinate aree…

In Matrix invece il fallimento di una economia sfociata in una dipendenza totale dalla macchina fa tanto da soggiogare l’intera umanità ed ad assoggettarla a semplice ‘batteria collettiva’ per il sostentamento delle stessa. Fortunatamente Neo, il nostro eroe anche qui, riesce a ribaltare le nostre sorti.

Economia ed Etica

Chiaramente l’economia può essere usata per scopi molto elevati, come la ricerca medica e quella scientifica, oppure tecnologica ed industriale. Oppure anche per garantire la creatività sociale.

Ed anche scopi più egoistici e materialisti.

Il molto nominato George Soros assieme al suo fondo speculativo Quantum riuscì a guadagnare milioni e milioni di dollari con una singola operazione finanziaria.

Questa operazione fu perfezionata su Italia ed Inghilterra nel 1992.

Soros soprattutto riuscì ad influenzare le scelte politiche ed istituzionali di Italia ed Inghilterra.

Sfruttando il cambio fisso imposto dal Sistema Monetario Europeo, ovvero un antenato dell’euro, riuscì a procurare una perdita valutaria impressionante (relativa al regime dei tassi di cambio delle valute).

L’equivalente di questa perdita fu di circa 50 miliardi di dollari solo per l’Italia. Questa causò per il bel paese conseguenze economicamente devastanti come una fortissima svalutazione non attesa e l’uscita dell’Italia dallo SME.

Per rientrarvi, a differenza del Regno Unito che non lo fece, l’Italia pagò, o meglio, noi pagammo una manovra finanziaria che fece apparire per la prima volta la nostalgica ICI (oggi IMU).

Quindi, una domanda che invece dovremmo porci noi stessi credo che sia:

‘In effetti per chi lavoriamo in fondo?’.

‘Per chi e cosa vogliamo lavorare?’.

E quindi,

‘Come mai scambiamo la quasi totalità del nostro tempo per un pugno di moneta?’.

In realtà ci sono innumerevoli modi convenzionali e meno (per l’attuale stato dell’arte s’intende) per esaudire in nostri desideri.

Questo per di più in linea con principi ambientali, sociali e perché no filosofici; è una scelta di noi tutti, individualmente e socialmente.

In fondo un’economia che permette di giocare a pallacanestro rasenta la perfezione.

Dottor Marco Zanussi

Se ti è piaciuto l’argomento ti suggerisco l’articolo “Bisogni umani: come i social ci impediscono di soddisfarli (facendoci credere il contrario)” di Niccolò Di Paolo, admin della pagina