Comunque vada panta rei: Eraclito e la filosofia del “tutto scorre”

“Il tempo è come un fiume, scorre sempre, e non è mai lo stesso” Olga Serantoni

“Comunque vada panta rei and singing in the rain” cantava nel ritornello di “Occidentali’s karma” Gabbani nel 2017, e che fosse di proprio gusto o meno, aggiunta alla propria playlist o sentita incessantemente alla radio del supermercato o della palestra, sono poche le persone che non ce l’hanno stampata nell’orecchio.

In quanti però si sono chiesti che significa, che cos’è questo “panta rei”?

Dal greco πάντα ῥεῖ, letteralmente si traduce con “tutto scorre”: massima del filosofo greco Eraclito, non a caso chiamato “il filosofo del divenire”, poiché per lui ogni cosa è destinata a cambiare, variare e trasformarsi.

Eraclito sostiene che nulla si presenterà mai uguale, ed esemplifica questa affermazione attraverso l’immagine di un bagno nel fiume: l’acqua del fiume nella quale ci bagneremo non sarà mai la stessa, perché, appunto “tutto scorre”, e nemmeno l’uomo che vi si immerge sarà mai lo stesso, perché ogni giorno ci cambia di un pochino.

Nessun attimo si ripeterà mai uguale, nessun momento potrà mai essere replicato, anche ciò che apparentemente sembra immobile e bloccato in realtà è dinamico, perché il movimento è l’essenza stessa dello scorrere del tempo.

Il “panta rei” di Eraclito può quindi essere letto come un’esortazione a farsi forza dopo un evento spiacevole, poiché il tempo porterà via tutto, e anche un incoraggiamento a far tesoro di questa consapevolezza per migliorarsi ogni giorno.
Dottoressa Olga Serantoni