Cosmetica sostenibile, greenwashing e autoproduzione: consigli utili per chi ha davvero a cuore l’ambiente

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La cosmetica sostenibile fa del rispetto dell’equilibrio ambientale il suo punto di forza. Infatti, un cosmetico si dice essere sostenibile quando è creato tenendo bene a mente il suo impatto medio-ambientale, sociale ed economico, attuale e futuro.

qual è il significato di cosmetica sostenibile?

Nello scorso articolo abbiamo messo in discussione la definizione di “cosmetico naturale” evidenziando le lacune legali e tecniche per poter utilizzare questo termine.

Oggi, parliamo di cosmetici sostenibili. Il tema della sostenibilità è all’ordine del giorno. Cibo sostenibile, trasporto sostenibile, impianti sostenibili, vestiti sostenibili… per fortuna anche nel campo della cosmetica c’è chi ha proposto un’opzione, per l’appunto, sostenibile.

Il cosmetico sostenibile è quello creato considerando l’impatto medio-ambientale, sociale ed economico attuale e per le prossime generazioni.

Esatto, quando si parla di sostenibilità si fa riferimento a tutto un’insieme di fattori e di variabili complesse per cui, come potrai immaginare, è difficile riconoscere quando un prodotto è realmente sostenibile o quando la sostenibilità diventa una parola chiave per cercare di sfruttare questo trend e vendere di più.

cosmetica sostenibile: naturale e’ sinonimo di sostenibile?

Partiamo da un concetto chiave. Un cosmetico naturale può essere sostenibile, ma questi non sono sinonimi.

Utilizzare degli ingredienti vegetali e naturali non è una condizione sufficiente a rendere un prodotto sostenibile, proprio perchè devono entrare in gioco anche i fattori sociali ed economici, oltre a quello medio ambientale.

Per poter rendere un cosmetico sostenibile infatti bisogna considerare tutto il corso della vita del prodotto:

  • Fase I&D (in inglese, Research and Development)
  • Materiali utilizzati
  • Produzione (si producono residui difficilmente smaltibili durante la produzione?)
  • Distribuzione (il prodotto viene distribuito localmente o no?)
  • Consumo e post-consumo (il packaging è sostenibile?)

Dunque, compresa ancora una volta la complessità delle variabili che ci sono per una persona che vuole avere un occhio critico a riguardo, essere un consumatore consapevole o un produttore di cosmetica sostenibile, vediamo come le grandi aziende (e non solo) approfittino spesso di questa situazione.

IL GREENWASHING IN COSMETICA

Probabilmente, molti di voi hanno già sentito parlare di Greenwashing, ovvero la strategia commericale che impegano diverse aziende, spesso multinazionali, per aumentare la vendita dei prodotti cosmetici come in tanti altri cambi.

Nel caso specifico della cosmetica, le grandi imprese vogliono posizionare i loro prodotti nel modo più rapido possibile nel segmento di mercato della cosmetica “naturale”, facendo leva sulla disinformazione e sulle lacune legali e tecniche che definiscono questo settore.

Queste aziende investono molto in campagne pubblicitarie con il fine si far apparire i loro prodotti per lo più “naturali”, facendo leva sul senso comune per cui ciò che è naturale è automaticamente sostenibile.

come fa un prodotto a sembrare naturale e sostenibile quando non lo è?

Ma…come è possibile che un prodotto sembri sostenibile quando non lo è?

Hai presente la multinazionale che da un anno a questa parte ha lanciato la linea green dove sulla confezione di cartone compaiono foglioline verdi stilizzate? Quella stessa aziende che alimenta la grande distribuzione e che fino a ieri non teneva minimamente in considerazione il tema ambientale?

Utilizzando claim e pubblicità che fanno uso di:

  • parole come “verde”, “sostenibile”, “libero da…” , “0…”
  • disegni, fotografie, forme di elementi vegetali o che li ricordino
  • packaging con color cartoncino o carta riciclata, verde
  • confezioni con poche scritte, minimaliste

In questo modo, le grandi imprese utilizzano la strategia del greenwashing. Ovvero, pur continuando a non aver alcun compromesso reale con l’ambiente, decide di far passare questo messaggio ambiguo per non rinunciare ad ampliare il loro numero di consumatori totali.

Alcuni casi di aziende che praticano il greenwashing in cosmetica sono Herbal Essences, Lush Cosmetics, Nivea Pure & Natural.

Alcune di queste aziende sono state criticate per utilizzare materie prime non sostenibili, tra cui Polyvinylpyrrolidone (PVP), Carbomer e PEG-40 hydrogenated castor oil, venendo meno a una delle variabili fondamentali che abbiamo considerato prima rispetto la produzione di un cosmetico sostenibile.

cosmetica sostenibile: consigli utili per chi ha davvero a cuore l’ambiente

A questo punto, come cercare di prendere delle scelte coerenti con i nostri ideali e stili di vita senza cadere nelle trappole del marketing? In parole povere, cosa possiamo fare per utilizzare dei prodotti veramente sostenibili o naturali?

  • Cercare di comprare da piccolə artigianə formatə nel settore, in grado di raccontarti la storia del prodotto: dall’approvvigionamento delle materie prime alla formulazione del cosmetico finito.
  • Approfondire il tema della cosmetica sostenibile: informandoci, leggendo articoli scientifici, seguendo persone in linea con i nostri valori e che siano formate sui temi.
  • Avvicinandoci al mondo dell’autoproduzione. Se sei interessato al tema dell’autoproduzione cosmetica, hai voglia di iniziare a spignattare con delle ricette facili e ti piace il mio approccio al mondo cosmetico, non perderti il prossimo articolo, dove condividerò una ricetta fai da te. Spero di avervi motivatə a fare questo passaggio, grande ma immediato, da consumatorə criticə a produttorə

Dott.ssa Emma Bortolotti

SUGGERIMENTI DI LETTURA IN MERITO ALL’ARTICOLO SULLA COSMETICA SOSTENIBILE

Se ti è piaciuto questo articolo, ti suggerisco di dare un’occhiata alla mia rubrica Salute e Benessere. In particolare, potrebbe interessarti un articolo che ho scritto poco tempo fa sulla cosmetica naturale.