Dietro il Palcoscenico

“Voglio essere una stella. Vedo il pubblico ed il mio nome nelle luci. Ho il diavolo nel sangue che mi dice cosa fare (e sono tutto orecchie)” (Bon Scott)

Siete mai stati ad un concerto? Ricordate l’esperienza di stare in un arena o in una piazza con altre centinaia o migliaia di persone ad assistere ad uno spettacolo musicale?

Per chi ha avuto occasione di assistere ad una band che ama, sicuramente ha tanti bei ricordi impressi di quel momento.

Ma cosa c’è dietro una performance musicale di alto livello?

Proviamoci a focalizzarsi solo sullo show, in particolare su i requisiti tecnici.

Innanzi tutto, il materiale sul palco ci va portato: amplificatori, strumenti musicali, luci, speakers, monitors (che sono degli speakers solo per il palco), costumi, mixers, eventuali schermi ed altra attrezzatura. A volte anche il palco stesso viene montato sul momento.

Tutto quanto viene trasportato da facchini e tutto viene spostato con dei camion. Ovviamente oltre ai facchini ci vogliono i camionisti, in modo da spostare tutta l’attrezzatura da nazione e nazione alle varie date del tour.

Dopo di ciò, tutto quello che è stato portato sul palco, va montato: qui entrano in gioco i tecnici di palco. Questi hanno un piano preciso di dove andranno tutti gli strumenti, a che distanza l’uno dall’altro e come devono essere orientati (i musicisti devono ritrovarsi sullo stesso “palco” su cui hanno fatto le varie prove prima di partire in tour).

Tutta la strumentazione deve essere controllata e regolata per un normale funzionamento.

Insieme ad i tecnici, i ruoli chiave per il concerto sono i fonici. Questi faranno in modo che quello che viene suonato sul paco, “esca” nelle casse e che si senta bene (sia fuori che sopra il palco). Per l’importantissimo ruolo del fonico farò un altro articolo dedicato.

Oltre agli strumenti, ci sono anche le luci e gli schermi: entrambe hanno la propria regia ed i propri tecnici dedicati, in più diversi cameraman per la ripresa video.

In sintesi, già 50 o più lavoratori, includendo specialisti del settore, sono necessari solo per avere tutta la strumentazione montata e pronta all’uso.

Dopo di che, arriva la magia.

 

John Wood, busker professionista