(Dis)Abilità inespresse: onere al riconoscimento, onore alla resilienza

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido” Albert Einstein

Ho visto un pesce abile a nuotare per più di centro metri senza mai prendere una boccata d’aria, e ho visto una scimmia abile ad arrampicarsi e saltare agilmente da un albero ad un altro per più di cinque minuti senza mai titubare.

Ovvio, si potrebbe dire, il pesce ha le branchie e la scimmia una costituzione tale che la rende flessibile e dinamica. Niente di nuovo, in effetti, se non che qualcuno si possa davvero stupire di aver visto due animali con caratteristiche molto differenti tra loro, impegnati in due attività diverse che ciascuno svolge rispettivamente con immensa maestria.

Loro sono due animali, cosa cambia quindi davanti a due umani?

Una disabilità o una difficoltà nell’eseguire una determinata attività viene perlopiù indicata come una riduzione della capacità necessaria al normale svolgimento del compito, e porta spesso a una condizione di svantaggio sociale e a gravi ripercussioni sull’autostima personale.

Se, invece, considerassimo la stessa disabilità o difficoltà come alterazione della capacità, necessariamente lasceremmo maggior spazio per far emergere altri tipi di abilità presenti, che spesso però rimangono inespressi perché non debitamente riconosciuti. Così, ogni abilità e ogni disabilità assumerebbero le sembianze di particolari caratteristiche, inevitabilmente diverse tra persona e persona.

Non sempre “dall’altra parte” viene accolta e compresa la particolare abilità di ciascuno, così quel che rimane ma ben più prezioso, è educarci alla resilienza: è il far fronte a eventi impattanti e il riorganizzare in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà, senza alienare la propria identità.

Se è vero che due animali hanno la “fortuna” di essere molto diversi visivamente, noi umani abbiamo la fortuna di avere processi mentali molto più sviluppati. Resta solo da capire quale o quali di questi sono il nostro punto di forza, che possiamo esprimere con maestria.

Dottoressa Olga Bevanati