Enneatipo 1: Datemi il mondo che ci penso io a correggerlo!

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Per l’Enneatipo 1 l’ira rappresenta la passione che lo muove nel mondo e che nasce da una fame d’amore: si parla di ira non tanto in termini di rabbia esplosiva quanto piuttosto di un senso profondo di “risentimento” costante che si annida nel vissuto di questo carattere.

L’Enneatipo1 non si fida degli impulsi naturali, delle emozioni. È un carattere di azione, insieme all’Enneatipo 8 (ancora non trattato) e all’Enneatipo 9 dal momento che sente una necessità viscerale di “agire” sul mondo, perfezionandolo. Spesso troviamo una meticolosità esagerata, scrupolosità e pedanteria con un senso pignolo dell’ordine, a discapito del flusso naturale.

E il principio di piacere che fine fa? È giudicato negativamente e spaventa perché interferisce con ciò che deve essere fatto.

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UN VISSUTO Di iRA CHE SPESSO NON è EVIDENTE

Il sentimento d’ira non è reso esplicito, infatti riprendendo Claudio Naranjo vi è una “negazione della distruttività attraverso un atteggiamento volutamente benevolo”. La rabbia, quindi, non viene espressa direttamente ma è un sottofondo emotivo generalizzato che la persona deve controllare perché contrasta con l’immagine di sé virtuosa, educata e civile. E quindi… dove va a finire questa emozione?

La continua critica verso sé stess* e verso il mondo (con la speranza di influenzare i comportamenti altrui) è una delle modalità indirette che hanno la funzione di esprimere il risentimento. L’atteggiamento di ipercritica verso l’esterno è più evidente ma è importante anche tenere in considerazione quanto questa durezza è rivolta soprattutto all’interno.

L’autocritica è riconducibile a quello che da fuori vediamo come perfezionismo. Infatti, l’Enneatipo1 dietro un’immagine virtuosa e solenne nasconde una frustrazione cronica e un atteggiamento di autodenigrazione. Jung descrive questo elemento in “Tipi psicologici”: Un riformatore, pubblico accusatore e castigatore di costumi. (…) Un critico saccente che vorrebbe comprimere sé stesso e gli altri in uno schema”. 

l’ipercontrollo che blocca il naturale fluire

L’Enneatipo 1 esercita un controllo costante dei sentimenti e un atteggiamento apertamente virtuoso ed educato che ricalca un puritanesimo contrario ad ogni istinto. Questa non è altro che un’interferenza continua della funzione di autoregolazione dell’organismo che avrebbe l’obiettivo di cambiare una realtà che “non ci va bene”.

Al contrario, l’Enneatipo 1 vive una rigidità nel modo in cui si muove nel mondo. Questa riflette una rigidità interiore fatta di regole e gerarchie.

È ossequioso verso coloro che ritiene essere l’autorità, ma allo stesso tempo vi è un sentimento sottostante di superiorità data da un’attenzione meticolosa ai propri valori morali e intellettuali che sente come elevati. Disprezza gli altri là dove non riescono o non vogliono adeguarsi ai propri ideali.

“Lascia scorrere il fiume… non bisogna fare niente, il fiume arriverà al mare. Prima di fondersi con le acque marine disegnerà meandri, salterà da altezze spettacolari diventando splendide cascate, descriverà una traiettoria corta e interminabile, unirà la sorgente al mare. Senza fretta ma senza pausa. Sicuro del suo arrivo; convinto che non c’è bisogno di forzare nulla. Il fiume non ha bisogno di nessuna spinta. È sufficiente rispettarlo perché raggiunga il suo obiettivo”

(Lluís Serra in “Esperienze di trasformazione con l’enneagramma. Un’analisi dei sottotipi” di Claudio Naranjo)

Enneatipo 1: Sacrificiare il piacere e opporsi al “gioco degli istinti”

Per poter sostenere una posizione “giusta” moralmente viene sacrificato il piacere e vi è un’opposizione decisa al gioco degli istinti.

Secondo Claudio Naranjo ogni carattere (quindi la nevrosi) nasce da un’interferenza all’interno del “ciclo di contatto”. Questo ciclo secondo l’approccio della Gestalt traduce in più fasi la nostra esperienza interna. Ogni volta che nasce un bisogno entriamo in contatto con esso, esploriamo l’esterno per poterlo soddisfare, una volta soddisfatto possiamo chiudere il “ciclo” per dare spazio al vuoto e dare la possibilità al prossimo bisogno di emergere.

L’Enneatipo1 è il massimo esempio di orientamento anti-istintivo dal momento che vi è un’interferenza continua con il fluire… immaginatevi un giudice interiore che ossessivamente trova l’errore e spinge senza sosta a perfezionare il mondo.

VIVERE LA RELAZIONE CONTROLLANDO L’ALTRO

“Il loro stile di relazione è il controllo, comportamento di evidente funzionalità in moltissimi casi, ma che può essere fuori luogo in determinate situazioni che richiederebbero di essere gestite piuttosto da sentimenti o da pensieri” (Paolo Quattrini)

Questa spinta ossessiva nel dover migliorare “il mondo” si applica anche alla relazione con l’altro. L’esperienza relazionale deve coincidere con un codice di valori, modelli, idee e regole predeterminate.

Là dove l’energia è “posseduta” da questo carattere diventa squilibrato il rapporto tra dovere e piacere, tra ponderatezza e spontaneità. In questo continuo trattenere essere virtuosi (e rendere virtuoso l’altro) è l’obiettivo principale. Risulta quindi estremamente difficile “sporcarsi” e mettere da parte la propria ostinazione. Troviamo in questo carattere un blocco affettivo, un’espressione dell’emotività “coartata”, cioè repressa e tenuta sotto controllo. Vi è al contrario una certa preferenza per rapporti interpersonali caratterizzati da formalità e cortesia.

“Tutti i caratteri sono specializzazioni su come farsi amare: loro si sentono amati quando si ubbidisce ai loro comandi.  La richiesta “transferale” è quella della totale aderenza alle loro leggi.” (Paolo Quattrini).

Risulta importante sottolineare che questo carattere vede la “perfezione” come unica possibilità per essere amato e per amare, ed è qui che possiamo definire la sua idea pazza come:

“se sono perfetto mi ameranno”.

Enneatipo 1, sottotipo sociale: inadattabilità e senso di superiorità

Nell’Enneatipo 1 sottotipo sociale la passione che muove questo sottotipo è l’inadattabilità e/o senso di superiorità.

Durante l’infanzia non accetta di essere un bambino, spesso vi è un vissuto di disagio in cui non ci si sente parte del gruppo; punta ad essere un piccolo adulto che non da problemi: il contesto gli richiede di prendersi molte responsabilità e da qui nasce il suo bisogno di essere un duro adulto che non si adatterà a niente e nessuno, portando avanti il suo modo di vedere il mondo.

Questo vissuto di inadattabilità prevede un continuo sforzo e impegno a fare bene le cose pretendo di essere “perfetto”. Questo sottotipo risulta essere il più intellettuale dei tre, ma come afferma Claudio Naranjo “Aristocratico, elegante, composto, nasconde la rabbia con l’imperturbabilità. Ma sotto c’è il fuoco” (Esperienze di trasformazione con l’enneagramma. Un’analisi dei sottotipi)

Enneatipo 1, sottotipo sessuale: il diritto a soddisfare ogni istinto sessuale

Nell’enneatipo 1 sottotipo sessuale, quando l’ira invade l’istinto sessuale quello che emerge è un’energia veemente ed impetuosa che spinge la persona a soddisfare i propri desideri sentendo di averne assolutamente diritto. Si sente autorizzata più di altri alle cose buone della vita arrivando a giustificare illusoriamente atti aggressivi e violenti pur di raggiungerle, mettendo anche in discussione l’autorità là dove necessario. Vi è un impulso focoso e difficilmente controllabile che porta questo sottotipo a oscillare tra poli opposti velocemente e intensamente.

Enneatipo 1, sottotipo conservativo: il giudice interno esige perfezione

Nell’Enneatipo 1 sottotipo conservativo è evidente la potenza del giudice interno che richiede la perfezione. Ci troviamo di fronte a un individuo fortemente preoccupato: vi è un movimento di costante controllo, nel tentativo di “sistemare ciò che non ha bisogno di essere sistemato (…) un bisogno esagerato di prevedere e avere tutto sotto controllo, a sua volta motivato dalla paura di veder minacciata la propria sopravvivenza o conservazione” (C. Naranjo).

Qui la passione dell’E1 individuata nell’ira prende forma come un aggressione interna dove il principio di piacere è costantemente sacrificato per dare spazio al dovere.  

Dott.ssa Martina Di Dio, Psicologa

SUGGERIMENTI DI LETTURA IN MERITO ALL’ARTICOLO SULL’ENNEATIPO 7 E SULL’ENNEAGRAMMA

Se ti ha incuriosito l’Enneagramma ti suggerisco di farti un tuffo su gnōthi e leggerti gli articoli che ho scritto sull’Enneatipo 1, sull’Enneatipo 2, sull’Enneatipo 3, sull’Enneatipo 4, sull’Enneatipo 5, sull’Enneatipo 6, sull’Enneatipo 7, sull’Enneatipo 8 e sull’Enneatipo 9.

Se sei proprio alle prime esperienze in questo campo allora puoi leggerti due articoli del del Dottor Niccolò Di Paolo

I nove caratteri (e le nove personalità) dell’Enneagramma secondo Naranjo studiati attraverso il cinema

e

Cosa forma e cosa fa cambiare il nostro carattere? Tra comportamenti adattivi e meccanismi di difesa

scritti per Il Superuovo

About Martina Di Dio

Sono una psicologa clinica, psicoterapeuta in formazione presso il centro Gestalt Viva CGV secondo il metodo di Claudio Naranjo.
L’intenzione che sta dietro ai miei articoli e al lavoro nel mio studio privato è quella di stimolare l’individuo verso una riflessione e una messa in discussione di idee su di sé e sul mondo che nel tempo ha ingerito come “verità assolute” e che cominciano a stridere oltre che a provocare sofferenza.
Muoversi nel mondo a partire dal contatto con il corpo e le emozioni ci permette di vivere autenticamente e con una maggiore senso di coerenza interna. Riconoscere ciò che ci fa soffrire e vedere in che modo alimentiamo i nostri automatismi “nevrotici” ci da la possibilità di scegliere e di appropriarci pienamente del nostro potenziale esistenziale.

Dove ricevo: Viale Spartaco Lavagnini 30 (Firenze)
Contatti: didio.martina@yahoo.com