Giornata Mondiale dell’Alimentazione: perchè nel 2021 non è più una scelta ma un dovere sensibilizzarci a certe tematiche

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Oggi, 16 ottobre, è la data scelta per celebrare la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il cui scopo è quello di sensibilizzare il mondo su fame, povertà, malnutrizione e sostenibilità.

Fu istituita nel novembre del 1979 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per il cibo e l’agricoltura (la FAO) e coincide, oggi, con il 76° anniversario della fondazione dell’Organizzazione stessa (16 ottobre 1945).

16 ottobre – Giornata Mondiale dell’Alimentazione: svisceriamo un po’ di dati

Comincio subito col riportare una serie di dati della FAO, appunto la Food and Agriculture Organization:

  • Oltre 3 miliardi di persone (circa il 40% della popolazione mondiale) non possono permettersi un’alimentazione sana;
  • Quasi 2 miliardi di persone sono sovrappeso o obese a causa di una scorretta alimentazione e stile di vita sedentario;
  • Entro il 2030 le spese sanitarie potrebbero superare i 1300 miliardi di dollari:
  • I sistemi agroalimentari mondiali danno lavoro a 1 miliardo di persone, più di qualsiasi altro settore
  • I piccoli agricoltori producono oltre il 33% del cibo del mondo, nonostante le difficoltà (povertà, mancanza di accesso ai finanziamenti, formazione, tecnologie);
  • I sistemi alimentari mondiali ad oggi producono oltre il 33% delle emissioni di gas serra antropogeniche a livello globale;
  • Il cambiamento climatico sta colpendo le popolazioni rurali più povere;
  • Il 10% della popolazione consuma alimenti non sicuri, contaminati da microorganismi o sostanze chimiche;
  • La biodiversità e i terreni sono in sofferenza a causa dell’agricoltura intensiva;

Sono affermazioni allarmanti di cui probabilmente non ci preoccupiamo quanto dovremmo e sono tutti argomenti della cosiddetta Agenda 2030.

L’Agenda 2030 è un programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU, in cui si prendono in considerazione le tre dimensioni- economica, sociale ed ecologica- dello sviluppo sostenibile.

Sicurezza alimentare: i consumatori europei dicono la loro - Osservatorio  VeganOK

Porre fine a fame e povertà e assicurare la sicurezza alimentare

Porre fine a fame e povertà; assicurare la sicurezza alimentare, intesa sia come safety (legata gli aspetti relativi alla sicurezza intesa come igiene e salubrità di un alimento) che come security (legata agli aspetti più etici cioè la sicurezza economico-sociale di disponibilità di approvvigionamenti alimentari); assicurare una migliore nutrizione; supportare l’agricoltura sostenibile; lottare contro l‘ineguaglianza costruendo società pacifiche che rispettino i diritti umani, promuovere azioni a tutti i livelli per combattere i cambiamenti climatici.

Questi sono solo alcuni tra i fondamentali obiettivi del programma.

Sembrano tutte informazioni “giganti”, lontanissime dalla realtà di tutti i giorni e dal nostro raggio d’azione ma è qui che sbagliamo perché siamo un anello del sistema ogni volta che mangiamo: il cibo che scegliamo, il modo e il luogo in cui viene prodotto, preparato, cotto e conservato ci rendono parte attiva del corretto funzionamento di un sistema agroalimentare che ha ripercussioni sulla nostra salute e su quella del nostro pianeta Terra.

DICASTERO PATUANELLI, NUOVE LINEE PROGRAMMATICHE PER UNA TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA  AGROALIMENTARE - Suolo e Salute

Giornata Mondiale dell’Alimentazione: quando un sistema agroalimentare è sostenibile?

Un sistema agroalimentare è sostenibile quando garantisce la sicurezza alimentare e un’ equilibrata alimentazione per tutti.

Questo senza compromettere le basi economiche, sociali ed ambientali per le generazioni future; è sostenibile quando dispone di una grande varietà (biodiversità alimentare) di alimenti nutrienti a prezzi accessibili a tutti, senza che vi sia malnutrizione di qualsiasi tipo, cioè per difetto o per eccesso (obesità).

Nei sistemi agroalimentari sarà necessario adattarsi ai cambiamenti climatici affinché il nostro pianeta rimanga sano e in grado di produrre il cibo di cui avremo bisogno in futuro.

Come?

Prevenire e ridurre lo spreco alimentare | Scienza in rete

Limitiamo sprechi e perdite

Limitando le perdite e gli sprechi, razionalizzando il consumo di certi alimenti e promuovendo il consumo di altri tipo gli insetti che possono rappresentare una buona alternativa per soddisfare il fabbisogno alimentare della popolazione in crescente espansione.

A livello globale significa anche aiutare le popolazioni più povere e periferiche. Queste subiscono maggiormente gli effetti di tali cambiamenti. Aiutarle significa preparaci ad affrontare i sempre più frequenti disastri naturali, come la siccità o le inondazioni. Come ben evidenzia l’Agenda 2030, la sostenibilità è fondamentale per assicurare un futuro al nostro pianeta che possa fornire prospettive alle generazioni a venire.

Responsabilizzazione Diffusa - Leadership & Management Magazine

Io cosa posso fare?

Per costruire un futuro con cibo sufficiente, nutriente e accessibile a tutti, prendi parte anche tu a questa giornata mondiale, unisciti al cambiamento!

Lo puoi fare innanzitutto prendendo consapevolezza del problema, poi divulgando le informazioni ma soprattutto compiendo qualche piccola azione quotidiana:

  • compra prodotti locali accorciando la filiera;
  • compra frutta e verdura di stagione riducendo le emissioni di carbonio;
  • salvaguarda la biodivesità: acquista da quei piccoli contadini, pastori e pescatori che conoscono e sanno rispettare l’equilibrio fragilissimo della natura;
  • organizza la spesa in modo da evitare gli sprechi in casa e le muffe in frigo; le piccole quantità di cibo gettato nei rifiuti ogni giorno possono apparire insignificanti, eppure messe tutte insieme producono uno spreco enorme;
  • evita gli imballaggi di plastica, portati sempre dietro le buste di tela o quelle biodegradabili
  • riduci il consumo di proteine di origine animale (evita carni da allevamento intensivo) e mangia secondo le regole della Dieta Mediterranea, modello alimentare a basso impatto sull’ambiente;
  • prendi parte ad iniziative di volontariato di sostegno e recupero alimentare per ridurre l’enorme quantità di prodotti freschi che i negozi butterebbero via (informati presso le Reti di Solidarietà del tuo quartiere);
  • coltiva un orto se ne hai la possibilità;
  • rispetta e paga il lavoro dei lavoratori del settore alimentare.

Conclusioni all’articolo sulla giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre 2021

Meno cibo viene sprecato, più la filiera alimentare sarà resistente a crisi quali condizioni climatiche estreme, picchi di prezzo o pandemie. Allo stesso tempo così facendo limitiamo l’aggravarsi del cambiamento climatico.

Ricordiamoci che una produzione migliore implica una nutrizione migliore (oltre a proprietà organolettiche più buone), un ambiente migliore e in definitiva una vita migliore perché la nostra salute coincide con la salute del pianeta.

Dottoressa Nora de Bonfioli Cavalcabo’, biologa nutrizionista

Se ti piace l’argomento nutrizione ti suggerisco di leggere il mio articolo più letto di gnōthi sulla Dieta Mediterranea