I criteri per la classificazione delle lingue: viaggio nel mare linguistico del pianeta terra

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Il criterio linguistico per la classificazione delle lingue del mondo consiste in tre modalità ugualmente significative: genealogica, tipologica e areale.

Ci siamo mai chiesti quante sono le lingue del mondo? viaggio nella classificazione delle lingue

Le lingue parlate nel mondo sono intorno alle seimila che con il tempo questo numero si aumenta. I dialetti si allontanano e si differenziano così tanto dalle lingue a cui appartengono e, quindi, vengono ormai considerate e riconosciute come lingue. Poi, ci sono dialetti che possono essere considerati lingue, oppure lingue che continuano ad essere considerate dialetti, per motivi sociopolitici.

come avviene la classificazione delle lingue?

Il numero dei parlanti come criterio di classificazione delle lingue

Un criterio di classificazione delle lingue è quello basato sul numero dei parlanti. Ad esempio, la Linguasphere, un’organizzazione che si dedica allo studio delle lingue, divide le lingue in 10 gruppi. Nel gruppo numero 9 rientrano le lingue che contano più di un miliardo di parlanti. Nel gruppo numero 0, invece, rientrano le lingue estinte dell’ultimo secolo, chiamate anche lingue “morte”, cioè quelle che non hanno più parlanti.

Il criterio geografico

Un altro criterio è quello geografico il quale distingue le lingue a seconda del continente in cui sono parlate. In questo caso, non si tiene in conto nessuna caratteristica e/o vicinanza linguistica. Si prende in considerazione soltanto la vicinanza fisica dei parlanti all’interno di ogni singolo continente. Per questo motivo, si parla di lingue dell’Europa, lingue dell’Africa, lingue dell’Asia ecc.

Il criterio linguistico

Secondo il criterio linguistico, invece, le lingue sono classificate secondo tre modalità ugualmente significative: genealogica, tipologica e areale. Quando si parla di genealogia delle lingue si intende la stessa radice di due o più lingue, cioè la lingua originaria da cui provengono. La famiglia è l’unità massima e poi le lingue si dividono in gruppi e successivamente in sottogruppi. Ad esempio, l’italiano e il francese sono lingue genealogicamente imparentate poiché discendono entrambe dal latino.

Infatti, entrambe rientrano nel gruppo delle lingue romanze, chiamate anche lingue neolatine. È di particolar interesse accennare che Dante in De Vulgari Eloquentia (libro I) sostiene esplicitamente che queste due lingue provengono da una stessa lingua, ma questa non poteva essere il latino. Dante non considerava il latino una lingua naturale (locutio naturalis), ma una lingua artificiale (locutio artificialis). Oggigiorno, è fuori da ogni dubbio che queste due lingue, e non solo queste, derivano dal latino.

classificazione delle lingue: Quando due lingue si considerano correlate

Due o più lingue si considerano tipologicamente correlate nel caso in cui esse condividono una o più caratteristiche.

La morfologia

La prima caratteristica riguarda la morfologia. Prendiamo come esempio i casi, vale a dire la diversa forma che assumono i sostantivi a seconda della loro funzione logica. Il finlandese e l’ungherese sono due lingue molto ricche di casi nominali, e pertanto questo le rende tipologicamente correlate. Contrariamente, in italiano e in francese i casi non ci sono e, per questo motivo, sono tipologicamente diverse dal finlandese e l’ungherese.

La sintassi

La seconda caratteristica tipologica è la sintassi. In italiano l’ordine delle parole, in genere, è SVO (Soggetto-Verbo-Oggetto). Questa è una caratteristica tipologica che condividono anche altre lingue come l’inglese, lo spagnolo, il neogreco, ecc. Non tutte le lingue, però, seguono questo ordine. Ad esempio, il basco è una lingua di tipo SOV (Soggetto-Oggetto-Verbo), invece, le lingue semitiche sono, maggiormente, di tipo VSO (Verbo-Soggetto-Oggetto) ecc. Pertanto, non è necessario che una lingua sia genealogicamente imparentata per essere correlata anche tipologicamente.

L’influenza geografica nella classificazione delle lingue

Infine, due o più lingue genealogicamente diverse, oppure lontane parenti, in quanto parlate in una stessa area geografica, sviluppano alcune caratteristiche comuni. Per intenderci, il bulgaro è una lingua appartenente al gruppo delle lingue slave e il rumeno una lingua del gruppo delle lingue romanze. Pertanto, queste due lingue (ma non solo queste) le caratterizza l’assenza dell’infinito, o meglio la perdita della forma dell’infinito usata in passato poiché confinano geograficamente.

classificazione delle lingue: LE FAMIGLIE LINGUISTICHE

La genealogia delle lingue è un argomento di particolar interesse. A questo punto, vale la pena accennare quelle più studiate:

La famiglia afro asiatica

o camito-semitica a cui appartiene l’ebraico, l’arabo e l’egiziano antico;

La famiglia sinotibetana

che comprende lingue come il cinese mandarino, il tibetano, il lolo-birmano ecc.;

La famiglia altaica

alla quale rientrano lingue come il turco, il tataro di Crimea, l’uzbeco il mongolo ecc.;

La famiglia niger-kordofaniana

in cui rientrano lingue come lo swahili, lo zulù, lo xhosa ecc.

La famiglia utalica

che comprende il finlandese, l’estone, l’ungherese e altre lingue parlate soprattutto nella Repubblica Russa;

e…

Classificazione delle lingue: LA FAMIGLIA INDOEUROPEA

Come abbiamo già detto la famiglia è l’unità massima e poi le lingue si dividono in gruppi e sottogruppi. La famiglia indoeuropea è quella che comprende il maggior numero di locutori; circa il 45% della popolazione globale. Questa famiglia linguistica viene definita indoeuropea nel primo Ottocento quando viene scoperto che il sanscrito (un’antica lingua dell’India) è apparentato genealogicamente ad alcune lingue europee come il greco e il latino. A questo punto, andiamo a vedere in modo un po’ più dettagliato la ramificazione di tale famiglia in gruppi.

Il gruppo indoiranico

Il gruppo indoiranico è suddiviso in due sottogruppi, ossia l’indiano e l’iranico. Nel primo sottogruppo troviamo le lingue indù, ovvero le lingue antiche sanscrito e il vedico e tra le lingue moderne sono l’hindi e l’urdu. Il sottogruppo iranico è suddiviso tra le lingue iraniche occidentali e quelle orientali. Tra quelle occidentali troviamo due lingue antiche: il persiano antico e l’avestico che prende il suo nome dal libro sacro della religione di Zarathustra, denominato Avesta. Le lingue moderne appartenenti a questo ramo sono: il persiano moderno e il curdo. Tra le lingue iraniche, fanno parte anche l’afgano e il pashto.

Il gruppo tocarico

Nel gruppo tocario rientrano due lingue morte: il tocario A e il tocario B.

Il gruppo anatolico

Comprende comprende lingue che erano parlate nell’Asia Minore. Tra queste la lingua ittita, quella palaica, quella livia ecc.

Il gruppo armeno

Il gruppo armeno è rappresentato solo dalla lingua armena. Questa viene attestata fin dal V secolo d.C.

Il gruppo albanese

Aanche esso è rappresentato solo dalla lingua albanese attestata dal XV secolo d.C.

Il gruppo slavo

Si ramifica in slavo occidentale, slavo orientale e slavo meridionale. Nel ramo occidentale troviamo il ceco, lo slovacco, il polacco e altre lingue minori. Il ramo orientale, invece, comprende il russo, il bielorusso e l’ucraino. Infine, il serbo-croato, lo sloveno e il bulgaro rientrano nel ramo dello slavo meridionale.

Il gruppo germanico

Il gruppo germanico è diviso in germanico occidentale, germanico orientale e germanico settentrionale.  Il sottogruppo germanico occidentale è suddiviso in anglo-frisone, che comprende il frisone e l’inglese, e neerlando-tedesco, che comprende l’olandese (o nederlandese), il tedesco. A questo gruppo viene aggiunto anche l’afrikaans (varietà olandese parlata in alcuni Paesi africani dai coloni di origine olandese) e lo yiddish (giudaico, dialetto tedesco proprio degli ebrei di Germania). Nel germanico orientale rientra solo il gotico ormai estinto e nel germanico settentrionale, invece, lo svedese, il norvegese, il danese, l’islandese e il feroico.

Il gruppo baltico

Questo gruppo viene rappresentato dal lettone, il lituano e da altre lingue ormai “morte” come il prussiano antico attestato dal XVI secolo.

Il gruppo ellenico

Questo gruppo è rappresentato solo dal greco con attestazioni che risalgono al II millennio a.C.

Il gruppo italico

Il gruppo italico è diviso in italico orientale e italico occidentale. Nell’italico orientale rientrano lingue come l’umbro, l’osco e sannita e nell’italico occidentale, invece, il latino e tutte le lingue neolatine come l’italiano, il sardo, il provenzale, il francese lo spagnolo, il rumeno, il catalano, il gallego, portoghese, il romancio ecc.

Il gruppo celtico

Il gruppo celtico è diviso in gaelico e britannico. Il sottogruppo gaelico comprende l’irlandese e il gaelico di Scozia. Il sottogruppo britannico, invece, comprende il cimrico o gallese, il cornico (ormai estinto) e il bretone.

CONCLUSIONE sull’articolo sulla classificazione delle lingue

Dall’antichità fino a i nostri giorni si contano tante lingue, alcune parlate fino ad oggi e altre, purtroppo, estinte. Molte sono ancora in contatto con lingue genealogicamente affini come ad esempio il francese e lo spagnolo. Altre, invece, no; come il basco, una lingua isolata e parlata nel nord della Spagna e nel sud della Francia. Precisamente, la lingua basca è circondata da lingue esclusivamente romanze.

Ogni lingua, con il passare del tempo, si evolve e, in questo modo, subisce delle variazioni. Perciò, le lingue, secondo le nuove forme che acquisiscono, verranno sempre riclassificate dal punto di vista linguistico.


Bibliografia

Giorgio Graffi, Sergio Scalise, “Le lingue e il linguaggio, Introduzione alla linguistica, Il Mulino, Bologna, 2003.

Professor Andreas Mouyiaris

Suggerimenti di lettura inerenti alla classificazione delle lingue

Se ti è piaciuto il mio articolo ti suggerisco di dare un’occhiata al mio primo articolo sulla linguistica scritto per la rivista di Gnōthi: Cos’è la Linguistica?