Il più grande regista del cinema contemporaneo: ti spiego perché non conosci Richard Linklater


“è pazzesco perchè io penso sempre di essere ancora un ragazzino di 13 anni, sai… che non sa esattamente come diventare adulto e faccio finta di vivere la mia vita prendendo appunti per quando dovrò viverla per davvero”

(Ethan Hawke in “Prima dell’alba” di R. Linklater)

Alfred Hitchcock è stato additato come regista commerciale e senza grandi doti autoriali per quasi tutta la sua carriera.

Questo fin quando dei giovani registi che scrivevano per una rivista hanno combattuto per dimostrare il contrario.

Da regista come loro e scrittore per la prima volta in questo momento mi sento molto vicino a Godard, Truffaut e tutti i membri della Nouvelle Vague.

Non solo li sento vicino, ma li invoco perché mi possano dare la loro forza di trasmettere ai lettori (e presto anche agli spettatori) l’amore per un maestro del cinema che ancora in pochi conoscono.

Il suo nome è Richard Linklater

Richard Stuart Linklater, classe 1960, è nato in Texas.

Per intenderci, il Texas per l’ambiente cinematografico americano è un po’ come il Molise per noi italiani.

Linklater lì si appassiona al teatro in adolescenza, studia lettere e filosofia all’università e solo dopo la laurea si innamora del cinema.

A quel punto dà il via ad una carriera da regista indipendente con la missione di raccontare il complesso mondo dei giovani.

I momenti adolesceziali scelti da Linklater per i suoi film sono:

  • le insicurezze per il futuro (Dazed and confused)
  • i rapporti con i genitori (Boyhood)
  • i discorsi nei momenti di noia (Slacker),
  • i primi amori maturi (Prima dell’alba),
  • i sogni (Waking life e School of Rock),
  • le dipendenze (A scanner darkly)

e tanto altro…

E quel tocco di nostalgia

Tutte queste fasi sono condite con quel tocco di nostalgia che svela un amore smisurato per gli anni ‘70 in cui è cresciuto.

Durante questi ultimi anni di divulgazione dei suoi film ho notato che più lo spettatore è nostalgico e più apprezza le opere di questo grande regista incompreso.

A dir la verità non mi piace affermare semplicemente che Linklater aggiunge la nostalgia nei film come se fosse del sale in una pasta insipida.

Piuttosto possiamo dire che possiede un talento unico nel saper dilatare il tempo nei momenti più intensi della crescita di ogni essere umano.

A questo punto non posso che citarvi Boyhood, che insieme a School of Rock, è il suo film più famoso.

A differenza di quest’ultimo Boyhood ha il valore aggiunto di essere un film estremamente sperimentale in quanto la sua lavorazione è durata per ben dodici anni.

Boyhood (2014)

Il film racconta la vita di Mason, che inizialmente ha sei anni e frequenta le scuole elementari mentre alla fine ne ha diciannove e sta per intraprendere la sua vita adulta.

Questo ci permette di vedere la sua crescita come personaggio ma anche come uomo senza usare trucco, attori diversi o effetti speciali.

Per come ho descritto questa pellicola potreste pensare che è come la saga di Harry Potter ma senza la magia.

Tuttavia sono sicuro che quando lo guarderete vi sentirete come in un incantesimo che vi permette di vivere l’intera giovinezza di un essere umano in sole tre ore.

In ogni caso non vi consiglio di partire da Boyhood per conoscere questo regista, è un po’ come vedere Interstellar come primo film di Nolan, è meglio tenerlo come dessert.

Piuttosto fatevi un regalo e guardate un altro suo capolavoro:

Prima dell’alba (1995)

È la storia di un ragazzo americano e di una ragazza parigina che si conoscono su un treno e decidono di passare una giornata insieme a Vienna.

Durante l’intero film non c’è neanche l’ombra della tensione narrativa a cui siamo abituati da spettatori:

Celine e Jesse chiacchierano e si conoscono per tutto il film, raccontando esperienze, idee e sensazioni, innamorandosi l’uno dell’altro e facendo innamorare anche noi delle loro personalità.

Questo grazie ai dialoghi sublimi che pervadono tutto il film, nati dalla scrittura di Linklater stesso e dai due attori protagonisti.

Come Boyhood anche Prima dell’alba ha una storia produttiva incredibile.

Infatti, questo film ha avuto due sequel, girati a distanza di dieci anni l’uno dall’altro.

Questi altri due raccontano come matura il rapporto tra due persone nelle varie fasi della vita.

Vi starete chiedendo come mai alla luce di una filmografia così intensa e coerente nessuno conosce Rick Linklater.

Perchè nessuno conosce Linklater?

Il motivo potrebbe essere che un regista del Tempo non può essere apprezzato in una società delle Immagini. Sarebbe molto poetico se fosse così…

Un altro motivo potrebbe essere che la natura indipendente dei suoi progetti non gli ha permesso di essere conosciuto al grande pubblico.

Eppure, Linklater si annovera di due Golden Globe e di ben cinque candidature agli Oscar.

Inoltre, vanta diverse collaborazioni con attori del calibro di Matthew McConaughey, Ben Affleck, Milla Jovovich, Ethan Hawke, Jack Black, Uma Thurman, Keanu Reeves, Cate Blanchett e Robert Downey Jr. solo per fare alcuni nomi.

La verità è che Linklater è sempre rimasto fedele ai generi tradizionali nella loro forma.

Il tutto facendo credere ad uno spettatore che trova un suo film per caso in televisione che si tratti semplicemente di un regista da commedia americana che non fa neanche tanto ridere.

Meno immagini, più contenuto

Infatti non si rimane particolarmente sbalorditi dalla sua capacità di creare delle immagini molto stilizzate.

Le immagini che invece per altri registi della sua generazione come Tarantino, Nolan, Del Toro, Von Trier, Wong Kar- Wai o Sorrentino sono molto importanti (a volte a svantaggio del contenuto stesso).

Ma è proprio nel contenuto che Linklater è in grado di farci sentire come in un sogno ad occhi aperti.

Un sogno nel quale riviviamo la meraviglia di imparare a conoscere questo mondo, nel bene e nel male…

La sventurata impopolarità di Linklater dovrebbe farci riflettere sull’attenzione che poniamo nella vita di tutti i giorni.

Capita a tutti di incontrare delle persone che all’apparenza sono interessanti, ma spesso sono quelle con meno idee da esprimere rispetto a caratteri più intimisti, ma che sanno andare più in profondità e ci rendono partecipi della loro visione intensa della vita.

E se anche voi vi rivedete in queste seconda categoria guardate questi film, vi prometto che non ve ne pentirete!

Matteo Gioffreda