Il vino e gli antichi greci: la funzione del simposio e Platone.


Fin dai tempi dei tempi il vino è sempre stato presente in tavola, e sicuramente non è mai mancato su quella dei nostri amici greci!

“Presto, portami un bicchiere di vino, in modo che io possa bagnare la mia mente e dire qualcosa di intelligente” (Aristofane – 450 a.C., Atene)

Le feste si avvicinano e, a prescindere da con chi riusciremo a trascorrerle, è difficile che un particolare invitato non sia presente…chi?

Lui, il vino!

Fin dai tempi dei tempi il vino è sempre stato presente in tavola, e sicuramente non è mai mancato su quella dei nostri amici greci!

Considerato da loro come elemento funzionale alla socializzazione e allo scambio di idee, il vino è, letteralmente, la fonte di ispirazione del concetto di simposio.

La parola Simposio

La parola “simposio” infatti significa “bere insieme”…e non parlavano certo di acqua!

Mi spiego meglio: ai tempi degli antichi greci il simposio era una sorta di salotto culturale, composto da un gruppo vario di persone.

Tra questi, veniva scelto un simposiarca, cioè colui che si occupava di versare il vino ai partecipanti e dare il via alla discussione degli argomenti.

Un bicchiere di vino dopo l’altro, venivano lanciati i dadi dal simposiarca, per sancire il passaggio da un confronto all’altro: ora politico, ora filosofico, ora scientifico, ora etico, ora educativo.

Gli antichi greci consideravano il vino capace di favorire questo scambio culturale, grazie alla sua innata capacità di “aprire le menti”, “sciogliere le lingue” e portare “alla scoperta del proprio Io”.

Platone, il simposio e il vino

Non è un caso quindi, che uno degli scritti più famosi di Platone si intitoli proprio “Simposio: il contenuto infatti si basa sull’elencazione di interventi e discussioni, su argomenti diversi, tenuti da intellettuali ateniesi.

Questi argomenti nascono proprio durante un banchetto in occasione della festa delle Grande Dionise (in onore di Dioniso – Dio greco del vino e dell’ebbrezza).

Beh, che aspettate? Andiamo a versarci un calice e iniziamo a pensare a quale argomento portare in tavola (o in videochiamata) questa Pasqua, in modo da sviare la zia dalla solita domanda sul fidanzatino/a.

Cin cin!

Dottoressa Olga Serantoni

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https://bit.ly/3fq4GNF