Introduzione alla psicologia dello sport e alle principali tecniche per migliorare la prestazione sportiva

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A differenza di quello che si può pensare, lo sport non è solo fisico, ma anche tanta testa. Non è un caso, infatti, che il primo paese ad interessarsi alla psicologia dello sport sia stato il Giappone.

Pursuing a Career in Sport and Performance Psychology

Già ai tempi delle Olimpiadi dell’Antica Grecia era noto che una prestazione poteva essere determinata, oltre che da qualità fisiche, anche da qualità mentali come l’astuzia e il coraggio.

Le prime indagini scientifiche sulla prestazione sportiva risalgono a fine ‘800 con lo studio, dello psicologo Norman Triplett, sull’analisi degli effetti della presenza di altri concorrenti nella prestazione ciclistica del singolo atleta.

Triplett si accorse che i ciclisti tendevano a correre più velocemente in gruppo piuttosto che da soli. Da questa semplice osservazione si aprì un’indagine più ampia che diede il via agli studi sulla psicologia dello sport.

Il primo Comitato Olimpico che ingaggiò un team di psicologi fu quello del Giappone nel 1962.

A differenza di quello che si può pensare, lo sport non è solo fisico, ma anche tanta testa. Non è un caso, infatti, che il primo paese ad interessarsi alla psicologia dello sport sia stato il Giappone.

A causa dell’eredità culturale delle arti marziali, gli orientali sono più abituati ad accettare con naturalezza quello che è il principio di base della preparazione mentale, ossia che le facoltà mentali si possono allenare con opportuni esercizi.

Forum For Sports Thought in Sport Psychology | Athlete Assessments

La dimensione psicologica dello sport

L’attività sportiva richiede costanza e impegno nell’allenamento, ma anche capacità di sopportare la pressione emotiva di una performance. Attraverso lo sport l’atleta costruisce l’immagine che ha di sé in relazione ai propri limiti, obiettivi e motivazioni.

Più l’atleta riuscirà ad utilizzare le proprie risorse, più ne trarrà un’immagine di sé come efficace, competente e di valore.

Il contributo che la Psicologia può offrire in ambito sportivo è quello di costruire programmi e progetti per facilitare l’accesso e il mantenimento dell’attività sportiva e per la promozione del benessere in tutti i praticanti.
I fattori che possono influire su una prestazione sportiva non sono solo fisici, ma anche emotivi e psicologici.

Ansia da prestazione o blocco della performance: se non giochi non vinci!

L’ansia come principale freno della prestazione sportiva

Molti studi, infatti, mostrano come l’ansia, tra tutte le emozioni, sia la peggior nemica della prestazione sportiva. L’ansia è uno stato emotivo che può essere percepito come spiacevole e che prepara il corpo a una minaccia, nonostante questa non sia reale o corrispondente al livello di pericolo soggettivamente percepito.

Durante lo stato di ansia avviene un’attivazione del sistema nervoso simpatico che provoca una serie di alterazioni fisiche, biochimiche ed endocrine, le quali contribuiscono ad un precoce esaurimento delle risorse energetiche dell’atleta.

Allo stesso modo, anche altre emozioni, come la rabbia, possono configurarsi come disfunzionali e comprometterne le prestazioni. Le emozioni disfunzionali non sono eliminabili, ma gestibili.

È stato ampiamente dimostrato che le tecniche di allenamento mentale permettono all’atleta di riconoscere le proprie modalità di pensiero abituali e le emozioni ad esse collegate, di imparare a modificarle e gestirle.

Sport Psychology - Youth Development - The Athlete Factory

Ma che cos’è la psicologia dello sport?

Spesso la psicologia dello sport è associata, erroneamente, esclusivamente a chi pratica agonismo e si pensa che ne possano usufruire soltanto atleti e squadre di alto livello.

Altre volte si crede, invece, che sia destinata a persone fragili o agli atleti problematici. In realtà tutti possono impararne le tecniche e trarne beneficio.

La psicologia dello sport è una disciplina che studia gli aspetti psicologici, sociali, pedagogici e psicofisiologici della persona nell’ambito sportivo.

Inizialmente la ricerca in questo settore cercò di stabilire delle relazioni fra personalità e sport, utilizzando strumenti diagnostici provenienti dalla psicologia clinica, ma successivamente il focus si è concentrato sulla preparazione mentale.

What Is Sports Psychology? | GCU Blog

Gli psicologi dello sport hanno iniziato a studiare come alcuni fattori (quali l’ansia, l’autostima, l’autocontrollo) influenzino la prestazione sportiva e come possano essere incrementate alcune abilità fondamentali dello sport, come ad esempio la concentrazione, la motivazione e la gestione dello stress.

È importante sottolineare che la psicologia dello sport non lavora sul passato e sulla psicopatologia, ma sul presente, fornendo all’atleta, agonista o amatore, strumenti per migliorare la propria prestazione, gestendo le emozioni disfunzionali come rabbia e ansia.

I motivi per cui ci si può rivolgere a uno psicologo dello sport sono molti e di diversa natura:

  • imparare a migliorare la gestione dello stress agonistico
  • pianificare gli obiettivi
  • stendere un profilo di prestazione
  • lavorare su concentrazione e abilità attentive
  • alimentare la motivazione
  • acquisire tecniche di controllo del respiro e di rilassamento
  • e gestire in modo ottimale le risorse fisiche, emotive e cognitive.

Lo psicologo dello sport coopera con gli atleti per aiutarli a tirare fuori le risorse che già possiedono e insegna loro tecniche psicologiche per incrementare queste risorse e, di conseguenza, la prestazione sportiva.

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Tecniche della psicologia dello sport

Prima di iniziare un programma di allenamento mentale, è necessario acquisire conoscenze circa il funzionamento mentale dell’atleta, le caratteristiche personologiche, la capacità di gestione delle emozioni e la motivazione. Tutto questo serve per poter evidenziare la presenza di eventuali risorse possedute o aree di vulnerabilità.

La tecnica principale utilizzata dalla psicologia dello sport è il Mental Training Sportivo, ossia un insieme di strategie volte ad aiutare gli atleti ad acquisire e a mettere in pratica le abilità psicofisiologiche utili al miglioramento delle prestazioni.

Tra le principali tecniche troviamo:

Rilassamento muscolare progressivo negli atleti: come ridurre l'ansia

Il rilassamento

Il rilassamento è uno stato psicofisiologico caratterizzato da una riduzione del livello di attivazione dell’organismo, simile ad uno stato di calma e pace interiore. Le tecniche più utilizzate sono il Rilassamento Progressivo di Jacobson, il Training Autogeno di Schultz e il Biofeedback.

Utilizzare queste tecniche in ambito sportivo significa diventare più consapevoli della propria tensione muscolare, sia a riposo che durante la performance, e più capaci di gestire le situazioni ansiose.

BIOFEEDBACK DUE CANALI | CLE Elettromedicali

Il Biofeedback

Il Biofeedback è la tecnica più efficace per favorire l’autoregolazione psicofisiologica o arousal. Essa consente di percepire e modulare il proprio livello di attivazione.

In altre parole, lo sportivo impara come poter intervenire sui parametri fisiologici, tensione muscolare e frequenza cardiaca, in modo da raggiungere una condizione di rilassamento, concentrazione e autocontrollo.

l'equilibrio nella psicologia dello sport: GOAL SETTING: STABILIRE GLI  OBIETTIVI

Il Goal Setting

Il Goal Setting, o individuazione degli scopi, è cruciale nella preparazione mentale, soprattutto in ambito sportivo.

Focalizzare lo scopo e avere obiettivi chiari aumenta la concentrazione e diminuisce l’ansia. Perciò, realizzare adeguatamente il Goal Setting consente di evitare alcuni errori, come ad esempio porsi obiettivi troppo ambiziosi o poco stimolanti.

In che modo un atleta può utilizzare l'imagery? - Psicologo dello Sport  Toscana

Le tecniche di imagery

Infine, troviamo le tecniche di imagery.

In questo caso, la tecnica consiste nell’immaginarsi all’interno di una situazione confortevole, in un luogo reale o immaginario, in cui sia possibile trovare benessere psichico. È stato dimostrato che visualizzare è particolarmente utile quando ci si concentra sul processo che ci permetterà di raggiungere il nostro scopo.

L’atleta, attraverso questi esercizi, può crearsi l’immagine di sé stesso mentre è impegnato a perseguire i propri traguardi, e ciò lo spronerà all’azione.

Dottoressa Veronica Caroccia

Se ti piace la rubrica Psicologia dello Sport ti suggerisco di leggere il mio articolo sul “Training Autogeno

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