#iorestoacasa, ma in compagnia di me stesso!

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È durante momenti di solitudine come questo che possiamo imparare a fare compagnia a noi stessi con maggiore amorevolezza e presenza.

Cosa succede quando sono costretto improvvisamente a fermarmi senza vie di fuga? Cosa succede quando mi viene imposto un isolamento prolungato?

È possibile che in questi momenti di privazione e di incertezza lentamente ci ritroviamo senza alcuni punti di riferimento e cominciamo a vacillare, incontrando paura, ansia, frustrazione. Può emergere una sensazione di vuoto che solitamente nel quotidiano evitiamo “riempiendola” di cose da fare. Quando dalle finestre urliamo “Ce la faremo!” la domanda è “Come posso farcela? Per quanto tempo ancora?”

È possibile vedere questo momento avverso anche come una possibilità di guardarci dentro e lasciarci stupire da quello che troveremo: preoccupazioni, angosce ma anche tutte le risorse che non sapevamo o non ricordavamo di avere. Questo periodo può diventare terreno fertile per coltivare un nuovo atteggiamento verso la sofferenza e prenderci per mano auto sostenendoci.

Siamo spesso convinti che il presente abbia un’importanza trascurabile di fronte alle prospettive di un futuro migliore, ma adesso che siamo costretti a dover rimandare tutti i nostri progetti e impegni ci rimane il QUI ed ORA.

#iorestoacasa diventa così uno slogan che ci invita ad una maggiore intimità con noi stessi in questo momento presente che, sebbene drammatico, è comunque unico e irripetibile.

E voi… cosa avete scoperto prendendovi per mano?

Dott. Martina Di Dio

Psicologa