La dieta mima digiuno: cos’è, come funziona e…funziona?

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La Dieta Mima Digiuno, o DMD, è un protocollo alimentare ipocalorico interamente vegetale che dura 5 giorni durante i quali viene fortemente limitato l’apporto calorico: 1100 kcal il 1° giorno e circa 800 kcal dal 2° al 5° giorno.

Rientrati dalle vacanze, dopo gli svariati stravizi estivi, in tanti mi stanno chiedendo aiuto per rimettersi in forma e iniziare l’anno meno appesantiti.

L’ideale sarebbe cominciare un percorso di rieducazione alimentare da protrarre nei mesi e non certo una di quelle diete lampo dagli effetti miracolosi che portano solo all’effetto yo-yo.

Per chi volesse però, una proposta per mettersi alla prova ed iniziare un percorso di “purificazione”, potrebbe essere fare un ciclo di DMD.

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La dieta mima digiuno o più semplicemente DMD

Questa sigla sta per Dieta Mima Digiuno ed è un protocollo alimentare ipocalorico interamente vegetale che dura 5 giorni durante i quali viene fortemente limitato l’ apporto calorico: 1100 kcal il 1° giorno e circa 800 kcal dal 2° al 5° giorno.

Si chiama così perché è un intervento dietetico che, seppur introducendo del cibo (poco) tutti e cinque i giorni, mima gli effetti del digiuno: il corpo si ritrova in una condizione di restrizione calorica piuttosto estrema e si comporta come se stesse digiunando anche se di fatto non è così.

Nonostante la parola “dieta” tragga in inganno, lo scopo primario non è la perdita di peso ma promuovere un processo di rigenerazione dell’organismo, grazie al quale si elimina ciò che non è più necessario e lo si sostituisce con cellule nuove e sane con il conseguente “ringiovanimento” di vari sistemi incluso quello immunitario; una sorta di “DETOX” i cui effetti collaterali non sono solo la riduzione della circonferenza addominale e del peso ma anche l’ abbassamento di colesterolo, trigliceridi, glicemia, pressione sanguigna ed infiammazione. La Dieta Mima Digiuno è adatta solo a chi si trova in un buono stato di benessere psicofisico e deve essere considerata un’eccezione all’interno di un’alimentazione per il resto varia e completa, come quella di stampo mediterraneo.

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il segreto dei “centenari” secondo l’inventore della Dieta Mima Digiuno

È stata ideata dal Professor Valter Longo un professore di Biogerontologia e attualmente direttore del Longevity Institute della University of Southern California (USC).

Nato a Genova ma di origini calabresi ha sviluppato un crescente interesse per i centenari, molto presenti nelle sue zona di origine, andando così a studiare la loro genetica e il loro stile alimentare, valutando la correlazione tra alimentazione, invecchiamento e malattie. Longo ha seguito negli anni i centenari delle cosiddette “zone blu” in Italia, piccole aree geografiche in cui si registra una longevità fuori della norma: Molochio in Calabria e Sardegna.

Tra le altre zone blu nel mondo vi sono Okinawa in Giappone, Loma Linda in California, Nicoya in Costa Rica e Ikaria in Grecia.

Valter Longo sostiene che “tutti i centenari del mondo mangiano poco e quasi sempre le stesse cose. Apprezzano e si godono i momenti di vita in comune – la chiesa, le feste, la piazza – ma sanno anche essere indipendenti dal sistema sociale”.

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In concreto dunque, di cosa si tratta la dieta mima digiuno?

Durante i 5 giorni, per mimare il digiuno è consentito mangiare solo:

  • Carboidrati complessi, provenienti da abbondanti quantità verdure o cereali integrali (ma in quantità molto minori)
  • Grassi “sani” mono e polinsaturi, forniti da frutta a guscio, olive, olio di oliva EVO e avocado.
  • Proteine in bassissima quantità ed esclusivamente vegetali.

 A titolo esemplificativo, questo è lo schema della DMD:

Primo giorno: 1.100 calorie (10% proteine, 56% grassi, 34% carboidrati)

  • 500 calorie di carboidrati complessi
  • 500 calorie di grassi sani
  • 25 grammi di proteine di origine vegetale, contenuti principalmente nella frutta a guscio
  • Acqua a volontà e/o tè senza zucchero.

Dal dal 2° al 5° giorno: 800 calorie (9% proteine, 44% grassi, 47% carboidrati)

  • 400 calorie di carboidrati complessi
  • 400 calorie di grassi sani
  • Acqua a volontà e/o tè senza zucchero

Durante i cinque giorni viene consigliata l’assunzione di integratori alimentari di acidi grassi essenziali Omega 3.

Per il sesto giorno è raccomandabile una dieta di transizione, prevalentemente a base di verdure e pesce.

Potete notare che il cuore della Dieta Mima Digiuno sono le verdure cotte o crude condite con un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva. A questo si aggiunge poca frutta secca (15-20 grammi di noci, mandorle o pistacchi) e/o qualche oliva e/o piccole porzioni di avocado.

Cosa va eliminato e perchè?

Sono da eliminare gli zuccheri semplici (anche la frutta purtroppo), le patate, per l’alto contenuto di amidi e l’alto indice glicemico, tutti i legumi (la soia compresa) per l’alto contenuto di proteine, oltre ovviamente a tutti i prodotti animali.

Seguendo questo schema, la quantità di proteine ingerite nei 5 giorni è inevitabilmente bassissima e questo è uno dei punti fondamentali della DMD: mandare volutamente l’organismo in carenza di glucosio e proteine così che si trovi costretto a generare risorse energetiche alternative, i cosiddetti corpi chetonici, prodotti a partire dagli acidi grassi.

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Come fare la dieta Mima Digiuno senza particolare impegno?

I principi della Dieta Mima Digiuno sono alla base di un kit completo firmato ProLon®, protocollo sviluppato da L-Nutra che contiene pasti pronti come

  • minestre,
  • barrette,
  • cracker,
  • bevande
  • e integratori vegetali

che permettono di seguire per 5 giorni la Dieta Mima Digiuno senza dover pensare a nulla.

Il Kit serve, a livello scientifico, a consentire la standardizzazione dei risultati e permette a chiunque di applicare lo stesso metodo testato clinicamente in laboratorio. Senza standardizzazione e con metodi fai-da-te non si può garantire l’aderenza al protocollo.

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Nonostante ciò io personalmente penso che sia altrettanto valido affidarsi ad un professionista che sia in grado di formulare un regime dietetico basato sugli stessi principi ma con prodotti freschi e non liofilizzati.

La Dieta Mima Digiuno è pensata per soggetti adulti sani, di età compresa tra i 18 e i 70 anni.

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Per chi è sconsigliata la DMD?

Sono escluse le donne incinta e chiunque abbia qualche patologia; per tutti è comunque fondamentale seguire questa dieta con l’approvazione e supervisione del medico o del nutrizionista che conoscono le condizioni cliniche del paziente, eventuali interazioni con i farmaci e le controindicazioni nelle varie situazioni.

Va ricordato che la DMD è una dieta solo periodica, alcuni effetti positivi si hanno proprio per la ciclizzazione della Dieta Mima Digiuno ma deve essere vista come una deviazione temporanea di 5 giorni rispetto all’alimentazione quotidiana completa di tutti i macro e micronutrienti richiesti dal nostro corpo.

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Non deve in alcun modo essere protratta per tempi lunghi.

A seconda dei parametri cardiometabolici e dell’aumento dei fattori di rischio, spesso legati a un’alimentazione scorretta o ad una vita molto sedentaria, il protocollo potrà essere ripetuto ogni 3-4 mesi in base alle indicazioni del nutrizionista.

Alcune testimonianze a fav0re della dieta Mima digiuno

Riporto di seguito alcune testimonianze di persone che l’hanno sperimentata e se vi siete incuriositi potrete decidere se provare anche voi (mi raccomando con la supervisione di un professionista):

Letizia 33 anni:

La mia esperienza DMD è stata molto positiva. Prima di iniziare ero piuttosto titubante ma anche curiosa. Non appena iniziata ho trovato subito la motivazione, è stata una sfida con me stessa ed è andata molto bene. Piccolo ma intenso stravolgimento dei pasti, mi riferisco soprattutto alle colazioni salate a cui non sono abituata. Ci vuole un po’ di impegno e tempo da dedicare alla preparazione dei pasti ma basta organizzarsi un minimo con la spesa e fare porzioni abbondanti da utilizzare per più pasti, soprattutto se si lavora e non si ha molto tempo di cucinare ogni volta. Un po’ di fantasia e creatività in cucina renderanno i pasti comunque gradevoli e invitanti. Inoltre è ottimo avere già il cibo pronto così al momento del pasto non bisogna aspettare troppo. Da persona molto precisa quale sono, sono stata molto attenta alla bilancia per calcolare le calorie.

Ho avuto un po’ di difficoltà ad evitare la frutta e ovviamente è stato un po’ limitante per la socialità: se vedevo amici o per esigenze lavorative avevo bisogno di mangiare fuori mi portavo le mie verdure al sacco. Cinque giorni passano veloci e consiglio di occuparsi buona parte delle giornate così passano più in fretta. Altrimenti nei tempi morti la testa e la pancia si concentrano sul cibo. A fine pasto ero sazia, il momento più difficile da far passare è stato il pomeriggio. Su cinque giorni forse quelli più lunghi mi sono sembrati il terzo e il quarto giorno.

Aver concluso il ciclo dei 5 giorni ti aiuta ad apprezzare maggiormente il cibo e a regolarti con le quantità perché sai che puoi star bene e sentirti sazio anche con molto meno. Ovviamente si dovrebbe poi continuare con una dieta sana ed equilibrata

Risultati molto soddisfacenti: pancia piatta e sensazione di benessere. Sicuramente la rifarò. Mi piacerebbe 2/3 volte l’anno.

Anna 24 anni:

Sulla mia esperienza vorrei dire una cosa negativa e una positiva:

1. Se sei una persona con abitudini alimentari irregolari e che mangia poco, secondo me andrebbe evitata perché ti abitui a mangiare ancora meno, come è successo a me. Ritengo che vada fatto in un momento della vita tranquillo ed equilibrato, sia per quanto riguarda la salute fisica che mentale, di modo che quei 5 giorni siano veramente uno stacco dalla normalità-che comunque dovrebbe essere sana. Io che l’ho fatto in un momento di fragilità emotiva ora come ora non lo rifarei assolutamente. In un altro momento probabilmente sì.

2. Avendo uno stile di vita frenetico è stato comodo avere già in mente cosa dovevo mangiare ogni giorno. Si pensa che mangiando meno ci si stanchi di più, invece è bellissimo vedere quante risorse il nostro corpo abbia da attivare. Anzi, ho avuto la sensazione che se uno lavora molto e deve concentrarsi a lungo, mangiar meno ti rende più sveglio e attivo piuttosto che un pranzo saziante a cui spesso segue l’abbiocco.

Paolo 61 anni:

Ho provato a fare un ciclo di DMD per curiosià; siccome mangio quasi sempre da solo non ho riscontrato particolari difficoltà e, per dire la verità, anche le soddisfazioni son state poche. Tra queste sicuramente la soddisfazione di non sentirsi troppo pieni (come quando si fa una gran mangiata), cosa che si apprezza sopratutto dopo cena, infatti si dorme meglio senza avere la pancia piena e si é più lucidi di giorno.

Dottoressa Nora de Bonfioli Cavalcabo’

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