La malattia Karmica

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“Ovunque tua figlia possa saltare e giocare, non le accadrà niente di male, potrà andare in giro come il re leone” Risposta a Kyo’o

Quale significato può portare con sé un certo tipo di malattia? Chiedetelo al vostro Karma.

Nello scorso articolo abbiamo descritto come il Buddismo (in particolar modo il Buddismo di Nichiren Daishonin) affronta il complesso tema della morte. Quest’ultima rappresenta per i buddisti una delle 4 sofferenze della vita.

Quali sono le altre 3? Nascita, malattia e invecchiamento.V

Vorrei questa volta soffermarmi sul tema della malattia, nello specifico della malattia derivante dal nostro Karma. Prima di addentrarmi nella descrizione di quella che chiamiamo “malattia karmica” è bene spiegare, anche se in modo molto riduttivo, il concetto di Karma.

Cercate per un momento di dimenticare la concezione di Occidentali’s Karma, ossia la “magica casualità” secondo cui agendo negativamente, poco dopo in qualche modo la vita ti punirà.

Ciò che è importante capire è che il presente è frutto di un’infinità di azioni passate (Karma) che ogni singola persona o entità di vita ha compiuto nelle proprie vite passate e che eternamente compirà nelle vite future.

Dunque cos’è il Karma? In poche parole è l’abitudine che ognuno di noi ha di agire in un determinato modo.

Alla luce di ciò esistono, secondo il buddismo (e non solo) delle malattie che si sviluppano più facilmente attraverso un determinato Karma su un determinato corpo (e non su un altro).

Questa tipologia di malattia è quella che Swami Vishnudevananda (Maestro spirituale del movimento Bakhti Marga) chiama sara (malattia essenziale), contrapposta al samayana (malattia ordinaria).

Quest’ultima affligge il corpo, la prima invece affligge quel determinato corpo. La seconda avviene per accidente durante l’esistenza, la prima affligge gli uomini e le donne che ne sono vittime per rinascita, come dicevo prima a causa del loro Karma.

Per comprende la natura di queste malattie karmiche è importante stringere un connessione con il proprio spirito e andare alla ricerca della Via.

 

Dottoressa Giulia Anastasio