La psicoterapia di gruppo: funziona come nei film?

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“Il gruppo può essere ben più reale del mondo esterno” Irvin D. Yalom

Una scena classica di molti film, spesso comici, in cui qualcuno dei protagonisti segue un percorso terapeutico, è quella della terapia di gruppo. Se nei film la terapia di gruppo è un luogo perfetto per gag esilaranti, nella realtà è uno strumento prezioso al servizio di psicologi e pazienti.

Nata all’inizio del ‘900, oggi la terapia di gruppo è un’efficace forma di terapia.

Va premesso che, dal punto di vista psicologico, ogni gruppo è qualcosa di più e di diverso della somma delle sue parti perché è attivatore di dinamiche e aspettative emotivo-affettive che costruiscono un determinato contesto dotato di propria specificità.

Il gruppo, infatti, è sia un complesso di individualità distinte tra loro, sia un organismo unico che facilita i processi di cambiamento.

Durante le sedute i singoli condividono le proprie esperienze personali. Viene da sé che il principio di base è semplice: ritrovarsi insieme e parlare in modo sincero, sempre sotto la supervisione di uno o più terapeuti.

I gruppi terapeutici si distinguono dallo scopo finale che si propongono: alcuni si concentrano sul miglioramento delle abilità sociale e relazionali, altri cercano di fornire ai pazienti dei mezzi per poter affrontare situazioni critiche (come fobie, ansie, pensieri negativi, ecc.).

Perché funziona?

La terapia di gruppo funziona perché offre maggiori stimoli al paziente in minor tempo.

Ad esempio, nell’ascoltare gli altri, il paziente può imparare dalla loro esperienza e può sperimentare empatia; nel parlare davanti agli altri, invece, può ricevere sostegno.

In alcuni casi, principalmente quelli che riguardano problemi di dipendenza (da cibo, da alcol, dal gioco, ecc.) la psicoterapia di gruppo è considerata un trattamento di elezione che velocizza il miglioramento dei sintomi.

E voi, avete mai fatto una terapia di gruppo?

 

Dottoressa Veronica Caroccia