La ricerca della felicità

Essere felici è un esercizio di scelta. Tutto dipende da noi stessi e da come scegliamo di impostare il nostro pensiero e vedere le cose.

Secondo Epicuro la filosofia ha valore solo se indica agli uomini la via per essere felici, e percorrere questa via è l’essenza della vita. Non a caso se cercate l’aggettivo epicureo sul dizionario vedrete che significa “persona dedita ai piaceri della vita”.

Epicuro considera la filosofia “un farmaco per l’anima”, precisamente un tetra farmaco, in quanto capace di curare quattro principali ragioni di infelicità:

  1. Non bisogna temere la morte. Morendo non ci siamo più, quindi come potremmo soffrire? Non ha senso temere un qualcosa con il quale non ci incontreremo mai.
  2. Non bisogna temere gli dei: se esistono, vivono in un’altra dimensione e non si occupano di noi.
  3. Si può sopportare il dolore (sia fisico che non): esso è sempre uno stato temporaneo, per liberarsene basta rintracciarne la fonte e sanarla.
  4. È possibile raggiungere la felicità: è davvero poco l’irrinunciabile, e possiamo procurarcelo facilmente. Spesso l’uomo si prodiga nella rincorsa verso beni superficiali o obiettivi irraggiungibili: tutto sta nel saper scegliere cosa ci appaga davvero, cosa è realmente necessario e lasciar andare il futile.

L’assunto che collega questi quattro punti è che la felicità dipende esclusivamente da noi stessi e dal modo in cui scegliamo di impostare il nostro pensiero e di vedere le cose. Il pensiero di Epicuro trova riscontro nella cara vecchia logica del bicchiere: sta a noi scegliere se vederlo mezzo pieno o mezzo vuoto. La vita è un continuo esercizio di scelta.

Tutto questo, e molto altro, è descritto nel suo breve libro “Lettera sulla felicità”: una lettura/vaccino contro l’ansia, e un inno alla positività, del quale vi consiglio vivamente la lettura, ora che abbiamo tempo per farlo 🙂

 

Dottoressa Olga Serantoni