La salute è un diritto di tutti, tutte e tuttə (ma non è quello che mi hanno insegnato)

Il mondo sta evolvendo e noi dottori dobbiamo informarci per stare al passo. Questo perchè nessuno ci ha insegnato a comunicare con i nostri pazienti. Perchè? eppure comunicare è fondamentale per garantire la salute…e la salute è un diritto di tutti, tutte e tuttə!

Sono stata qualche giorno fa al Pride di Verona e come ogni pride dovrebbe fare ho respirato una grandissima aria di libertà:

la libertà di essere chi ci pare, come e quando ci pare

Una marea di persone – per lo più giovanissime – lì, tutte insieme a difendere la vita, l’amore o anche il non amore.

Per chi non lo sapesse fanno parte della comunità LGBTQ+ anche le persone asessuali, che quindi non provano desiderio sessuale per nessun genere.

Mentre camminavo verso casa pensavo a quanto è semplice sentirsi libera e al sicuro in alcuni contesti e quanto invece altri contesti, in cui bisognerebbe sentirsi protetta, siano invece ostili alla libertà.  

La salute per le persone appartenenti alla comunità LGBTQ+

Le statistiche ci dicono che molto spesso persone appartenenti alla comunità LGBTQ+ non accedono alle cure sanitarie perché si sentono continuamente discriminate per il loro orientamento sessuale.

https://www.americanprogress.org/issues/lgbtq-rights/news/2018/01/18/445130/discrimination-prevents-lgbtq-people-accessing-health-care/

L’ospedale invece, il personale sanitario in generale, il tuo medico o la tua medica di base, dovrebbero avere come primo obiettivo quello di prendersi cura di te, ma la salute fisica va di pari passo con la salute mentale e sociale.

All’università nessuno ci insegna come si comunica con i/le pazienti.

Spesso questi grandi “professoroni della medicina” non sanno che il mondo sta cambiando, o peggio lo sanno ma non sono disposti a scendere a compromessi e la loro sensibilità su questi temi è totalmente inesistente.

Sappiamo la biochimica, le interazioni tra farmaci, le cause delle patologie più rara, ma nessuno pensa mai che la malattia si trova nel corpo di una persona che deve sempre essere rispettata in quanto tale.

la salute è un diritto di tutti, tutte e tuttə? Ti racconto un fatto

Qualche settimana fa è entrata una persona nel piccolo pronto soccorso dove lavoro.

Fornisce i documenti all’infermiera che si occupava del triage. Sui documenti aveva un nome femminile ma indossava una felpa, dei jeans molto larghi e portava i capelli molto corti.

L’infermiera guarda la mamma che accompagnava questa persona e senza pensarci un attimo dice

anche io ho avuto la fase del maschiaccio, vedrà che passerà

Quando entra in ambulatorio per la visita la mia prima domanda è

come ti chiami?

Mi risponde che preferirebbe usare un nome diverso da quello riportato sui documenti, un nome maschile. La mia domanda successiva allora è

“che pronomi vuoi che io usi?”.

“Maschili per favore”

Rimane in ambulatorio più di mezz’ora a raccontarmi tutti sintomi che non si era mai sentito di dire a nessun altro perché non aveva mai percepito abbastanza sicurezza per esporsi sulla sua vita e in particolare sulla sua vita sessuale.

Aver creato un ambiente sicuro e privo di giudizi mi ha permesso di scoprire dei dettagli fondamentale al fine della diagnosi.

La salute è un diritto di tutti, tutte e tuttə? Nel mondo che vorrei questa dovrebbe essere la normalità

Ai colleghi e alle colleghe che mi dicono “non abbiamo tempo per queste sciocchezze da adolescenti” vorrei ricordare che il loro tempo ha senso solo in funzione del benessere dei e delle pazienti: la salute è un diritto di tutti

Se cerchi per qualche secondo su internet scoprirai che sono infiniti i casi di persone Trans, lesbiche, gay, asessuali, poliamorose, disabili che non hanno ricevuto le cure che meritavano perché discriminatə dalle stesse persone che dovrebbero prendersi cura di loro.

Accetta il cambiamento che sta avvenendo nel mondo

  • usa i pronomi che quella persona vuole, basta chiedere, non è difficile
  • non giudicare le abitudini sessuali altrui, il tuo compito è solo quello di curare la malattie non di fare commenti inutili
  • e non dare per scontato che dall’altra parte ci sia un/una eterosessuale in una coppia monogama
  • non dare per scontato che quella persona voglia avere dei figli
  • e soprattutto non dare per scontato che solo perché diversamente abile allora non abbia una vita sessuale

Sono delle regole che ora ti sembreranno difficili ma sono le uniche che ci permetteranno di rendere il mondo sanitario accessibile a tutti, tutte, tuttə.

Dottoressa Silvia Gioffreda

Se ti è piaciuto l’argomento ti suggerisco di leggere l’articolo della dottoressa Tullia Venturi, “La Salute attraverso Comunicazione, Self-Consciuosness e Self-Kindness

https://bit.ly/2TqXSY0