L’importanza dei confini individuali nella coppia: quando 1+1 è uguale a 3

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L’importanza di saper stabilire dei confini individuali nella coppia per preservarla e preservare lo spazio individuale è una delle azioni più difficili ma anche una di quelle più importanti.

Trovare il giusto equilibrio tra vicinanza e lontananza è forse una delle sfide più ardue che una coppia si trova ad affrontare.

L’importanza dei confini individuali nella coppia

Quando due persone entrano in relazione affidano in parte all’altro la soddisfazione di alcuni bisogni. Tra questi i più comuni sono il bisogno di appartenenza, il bisogno di affetto e il bisogno di sicurezza.

Questo è del tutto normale ed è importante che l’altro sia in grado di soddisfarli, ma è altrettanto importante che venga soddisfatto e rispettato anche il bisogno di individualizzazione. Il bisogno di individualizzazione permette all’individuo di mantenere un proprio sé, separato dal noi.

Rispettare l’individualità è uno dei fondamenti che consente alla relazione di rimanere solida nel tempo, offrendoci l’opportunità di crescere all’interno di essa, insieme, ma mantenendo ognuno un proprio percorso.

la triade io-tu-noi: quando i confini individuali nella coppia si trasformano

Le relazioni si sà seguono regole proprie. Anche da una semplice somma si ottiene un risultato che esula dalle basilari regole matematiche: se in matematica 1+1=2, nelle relazioni 1+1=3.

Quando due persone si uniscono il risultato, infatti, è una triade composta dall’io, tu e noi.

Affinchè il noi sia un’entità sana e funzionale è importante che l’individualità dell’io e il tu vengano preservate.

Ma come?

Avete presente il dilemma del porcospino?

“Alcuni porcospini, in una fredda giornata invernale, si strinsero vicini per proteggersi dal gelo, ma presto furono costretti ad allontanarsi per il dolore provocato dalle reciproche spine. Quando il bisogno di scaldarsi li portò nuovamente ad avvicinarsi, si ripeté la sensazione di dolore, finché i porcospini non trovarono una giusta distanza reciproca che li consentisse di scaldarsi, senza essere infilzati dalle spine del compagno.”

Schopenhauer, presentando il dilemma del porcospino, affronta il valore delle giuste distanze nelle relazioni. Il punto è trovare il giusto equilibrio tra il bisogno di unione e di individualità.

Schopenhauer, il dilemma dei porcospini

l’importanza dei confini individuali nella coppia

Immaginiamo ogni persona come un insieme contenente passioni, esperienze, interessi, abitudini, valori, idee, progetti personali, lavoro, persone e relazioni significative, è possibile immaginare lo spazio condiviso che si crea dall’unione di questi due insieme. Da questo spazio condiviso, dove l’io e il tu vanno ad intersecarsi nasce uno spazio tutto nuovo, lo spazio del noi. I confini permettono, quindi, di delineare e preservare lo spazio personale all’interno della relazione.

La delimitazione riguarda sia i confini interni, ovvero quelli posti tra la diade, sia esterni, ovvero i confini con i quali la coppia delimita il mondo esterno.

Coppia fusionale: confini interni diffusi e confini esterni rigidi
Coppia fusionale: confini interni diffusi e confini esterni rigidi

Possiamo descrivere tre situazioni:

1. Confini interni diffusi e confini esterni rigidi

In questo caso la coppia si vive come un’entità unica, i confini interni sono quasi inesistenti, il tu e l’io si fondono in un noi fusionale, mentre il confine con l’esterno è chiuso e rigido. Questa forma di delimitazione è frequente nella prima fase della relazione, quella dell’innamoramento, dove la coppia sente il bisogno di passare più tempo possibile insieme condividendo quasi tutto il tempo e lo spazio, chiudendosi al mondo esterno per proteggere tale fusionalità.

Non è detto che tutte le coppie si vivano la fase dell’innamoramento con tanta fusionalità, questo dipende dalle caratteristiche di ognuno e dalle esperienze passate.

Si può parlare di relazione patologica quando questo bisogno si protrae oltre la fase dell’innamoramento, non sfumando mai i confini con l’esterno, ma rimanendo sempre in questa fase simbiotica. Si parla di coppie fusionali, quando il noi viene messo in primo piano, rischiando di perdere di vista l’io.

Confini interni rigidi e confini esterni diffusi

2. Confini interni rigidi e confini esterni diffusi

Al contrario, in alcune coppie, per la paura di perdere il proprio sé nella relazione, vengono posti confini molto rigidi, succede quando i due partner hanno timore di un’eccessiva intimità. Diversamente i confini con l’esterno sono diffusi, in questo caso l’apertura ha la funzione di proteggere i partner da una eccessiva vicinanza emotiva altamente temuta.

Sono quelle coppie nelle quali ognuno tende a concentrarsi sui propri interessi, sul proprio lavoro e sulla vita esterna alla relazione, investendo tanto sull’io, ma poco sul noi. Tali delimitazioni rigide non consentono uno scambio all’interno del rapporto.

Confini interni ed esterni netti, ma flessibili

3. Confini interni ed esterni netti, ma flessibili

Questa è la condizione che si può immaginare come la più sana (da prendere con le pinze la parola “sana”).

La coppia ha un rapporto caratterizzato da intimità, affetto e condivisione emotiva, pur mantenendo differenziati e delimitati i rispettivi sé. Il confine con l’esterno è posto per proteggere lo spazio di coppia, ma abbastanza flessibile da garantire l’apertura e lo scambio con il mondo esterno. Vi è il riconoscimento dell’identità separata dell’io e del tu, lo spazio del noi è caratterizzato da uno scambio bidirezionale di esperienze, pensieri ed emozioni. All’ interno di questo rapporto l’individualità è preservata e la realizzazione di ognuno rispettata e sostenuta.

Per far crescere la relazione, ognuno deve crescere all’interno di essa

Le relazioni con le figure di attaccamento della nostra infanzia, pongono le basi per le nostre relazioni future. Ne ho parlato approfonditamente nel mio articolo sulla relazione tra stili di attaccamento e relazioni di coppia.

Se fin da piccoli apprendiamo il nostro valore, il valore dell’autonomia e dell’indipendenza, da adulti sarà più facile instaurare relazioni sane nelle quali non viene riversata la ricerca spasmodica dei bisogni insoddisfatti o paure emotive irrisolte. Questa ricerca di soddisfare i propri bisogni nella coppia potrebbe portare ad un eccessivo bisogno di vicinanza o al contrario di lontananza.

Invece, le relazioni nelle quali portiamo un noi che ha risolto o accettato il rapporto con le figure di attaccamento capace di riconoscere e rispettare i propri bisogni e quelli dell’altro, saranno quelle relazioni che matureranno una coppia sana, e con lei gli individui che la compongono.

Conclusione all’articolo sui confini individuali della coppia

In conclusione, anche se spesso ci hanno fatto credere che il vero grande amore sia quello nel quale si condivide tutto: “io e te una cosa sola”, è bene ricordare l’importanza dei confini individuali. Questi ci consentono di delimitare e rispettare lo spazio nostro e quello dell’altro, mantenendo integro il nostro sé e permettendo di preservare di conseguenza lo spazio del noi, il quale non potrà che essere arricchito dall’esperienze individuali portate da ognuno.

Dottoressa Irene Viti, Psicologa

Suggerimenti di lettura in merito all’articolo sui confini individuali nella coppia

Se ti è piaciuto il mio articolo ti suggerisco di seguire la mia rubrica Terapia di coppia. Tra i tanti, ho scritto un articolo su le fasi evolutive della coppia, uno su le divergenze nella relazione, uno su l’importanza della sessualità nella coppia e uno sulla relazione tra stili di attaccamento e relazioni di coppia

About Irene Viti

Mi presento! Sono Irene Viti, psicologa libero professionista.
Lavoro come psicologa a Firenze, occupandomi principalmente di individui, coppie e famiglie presso il mio studio (Via Bonifacio Lupi 14 c/o StudioIn Firenze).
Da anni, inoltre, mi occupo di GCA (Gravi Cerebrolesioni Acquisite), lavorando con persone che in seguito ad una lesione cerebrale hanno riscontrato difficoltà nelle funzioni cognitive ed esecutive.

Il mio approccio
L'approccio sistemico relazionale parte dal presupposto che l'essere umano, in quanto essere sociale, non sia un'entità a sé stante, ma sia il centro di un'infinita rete di rapporti e che in essi sia attivamente immerso. L'individuo è quindi parte integrante di un sistema ampio, di una rete di relazioni che si intersecano e che a vicenda si influenzano.

L'approccio sistemico relazionale lavora nel qui ed ora, tenendo sempre uno sguardo rivolto alla storia familiare e ai modelli che possono aver influenzato il contesto di riferimento. Tale approccio si fonda sull'analisi delle dinamiche relazionali e della comunicazione all'interno di esse, proprio per questo è particolarmente indicato per le terapie familiari e di coppia, ciò però non significa che non sia indicato per affrontare una terapia individuale, anche se l'individuo entra da solo nella stanza egli porta con sé tutte le sue relazioni significative che hanno caratterizzato e caratterizzano la sua esperienza nel passato e nel presente.

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