Smart Working, sì o no?

“The problem is never how to get new, innovative thoughts into your mind, but how to get old one out.” (Dee Hock)

Nel momento storico che stiamo vivendo lo smart working sta diventando sempre più importante sia per le aziende che per le persone.

È oggi un tema molto discusso ed è stato al centro di svariate discussioni, tra chi si professa completamente favorevole al “lavoro agile” a chi preferisce scandire la sua giornata con il classico “orario di ufficio”.

Lasciando da parte le preferenze personali, è bene fare chiarezza su cosa sia davvero lo Smart Working. Se in italiano il significato di Smart Woking è “lavoro intelligente” o “lavoro agile”, l’Osservatorio del Politecnico di Milano lo definisce “una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare”.

Questa modalità di lavoro è sostanzialmente un modello organizzativo che interviene nel rapporto tra individuo e azienda. Propone autonomia nelle modalità di lavoro per il raggiungimento dei risultati e prevede un cambiamento delle modalità con cui si svolgono le attività lavorative anche all’interno degli spazi aziendali, rimuovendo vincoli e modelli legati a concetti di postazione fissa, open space e ufficio singolo che mal si sposano con i valori aziendali di personalizzazione e flessibilità.

E’ bene sottolineare che lo Smart Working non è il telelavoro: è soprattutto un paradigma che prevede la revisione del modello di leadership e dell’organizzazione, rafforzando i concetti di collaborazione e condivisione. Questa articolata e ben strutturata modalità di lavoro punta a favorire la creatività delle persone, che si sentono libere di esprimersi e di esprimere anche le proprie competenze più divergenti, quali le soft skills.

Questa possibilità, creata appunto da questa modalità di lavorare, contribuisce in modo importante alla stimolazione di nuove idee che, si sa, nel mondo aziendale porta alla creazione di un nuovo ipotetico business.

Alla luce di questo, lo Smart Working può sicuramente risultare una grande opportunità ma bisogna ricordare che esso si innesca, solitamente, in un percorso di profondo cambiamento culturale dell’azienda (che potrebbe, in alcuni casi, essere portato da un cambiamento più ampio della cultura nazionale o internazionale) e che richiede, quindi, un’evoluzione dei modelli organizzativi aziendali.

Per questo diventa di fondamentale importanza saper creare una vera e propria mappa dettagliata fase per fase del cambiamento che sta avvenendo oltre che, ovviamente, saper definire in modo chiaro agli occhi dei dipendenti i ruoli ed i relativi compiti che si dovranno svolgere, in modo da sfruttare al 100% le agevolazioni che ci fornisce questa modalità di lavoro.

Dottoressa Alice Vignudini