Sovvertire il ruolo docente-discente

Il discente, attraverso il suo feedback, è l’unico maestro che un docente deve avere.

Se penso ai più grandi tarli della società umana moderna il primo che mi viene in mente è l’accezione e l’attenzione che l’individuo medio pone al giudizio altrui, reale o immaginario.

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(spesso immaginario)
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(molto spesso immaginario)
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(quasi sempre immaginario direi)

La paura del giudizio è una paura innata del tutto funzionale alle dinamiche sociali: una persona con un buon equilibrio mentale ha bisogno di questa paura non solo per non invadere la libertà altrui ma anche per non mettere in atto comportamenti che lo allontanino dal suo gruppo sociale. Questi, potrebbero portare a scompensi mentali (e fisici) che, per esempio, per alcuni animali da branco sono sinonimo di ostracismo e, al 99%, di morte certa.

Purtroppo perdendo il contatto con la nostra natura animale questa paura è diventata la nostra più grande maschera, l’unico vero impedimento all’espressione del proprio sé dell’uomo moderno.

Ma se ci focalizziamo sulla tematica di questa Rubrica, la docenza, possiamo osservare questo fenomeno soffermandoci sui professori, liceali o universitari, che abbiamo incontrato nella nostra vita: il loro ruolo era insegnare e, successivamente, giudicare la comprensione di determinate informazioni.

La domanda che mi pongo è: ma chi giudica il loro lavoro? Chi valuta se la loro capacità di comunicazione, espressione e trasmissione di determinati concetti è stata efficace o fallace? Nessuno.

Il problema è che, nella vita di tutti i giorni, se nessuno ti giudica come puoi migliorare? Se non hai un riscontro dall’esterno, come puoi sapere se il tuo comportamento è positivo o negativo per gli altri?

Di conseguenza, se vuoi essere un bravo insegnante, la prima cosa da fare è sovvertire questo automatismo culturale sradicando le radici stesse dell’insegnamento:

il discente, attraverso il suo feedback, è l’unico maestro che un docente deve avere.

L’insegnante è il primo tra tutti i ruoli sociali che deve mettersi in discussione, qualsiasi sia l’argomento dell’insegnamento, e ad ogni lezione deve chiedersi come avrebbe potuto trasmettere meglio quel determinato messaggio e ad ogni lezione successiva deve chiedersi cosa è rimasto di quella precedente poiché non esiste saggio o maestro al mondo che possa spiegare come un insegnante possa migliorarsi se non attraverso il riscontro dei propri discenti.

Non solo! Magari, tra i discenti, qualcuno ha conoscenze diverse o di altri ambiti che sono perfettamente inerenti all’argomento della lezione e che, se espresse e condivise, potrebbero essere funzionali a tutta la “classe”. Se si esce dal ruolo di tuttologi e fenomeni indiscussi possiamo anche far partire un “dibattito formativo”, ma, purtroppo per te, per questo tema dovrai aspettare il prossimo mercoledì 😉

 

Dottor Niccolò Di Paolo