Un ciclo di vita da vincitori o da vinti

“I bambini capiscono benissimo che la prima bugia ha lo scopo di ottenere una ricompensa non meritata, mentre la seconda è una semplice esagerazione” Jean Piaget

Dalla nascita, all’essere bambini, poi ragazzi, adulti e anziani, fino alla morte.
Se con la mente percorriamo gli anni (tanti o pochi che siano) della nostra vita, siamo tutti in grado di identificare svariati periodi: alcuni sono belli e altri meno, possono susseguirsi l’uno all’altro, oppure essere in concomitanza, ma certamente ognuno di questi è caratterizzato da un inizio e da una fine. Se la fine non è chiara, probabilmente ci siamo ancora, dentro quel periodo.

Con una mente ancor più attenta, possiamo anche individuare in corrispondenza di questi due punti (l’inizio e la fine del periodo) due relativi momenti critici. Assumiamo però questo termine, “critici”, in senso lato: come accadimenti che possono avere qualsiasi tipo di connotazione – positiva o negativa – e che rappresentano un elemento di rottura rispetto al presente _status quo_. “Qualcosa” è successo, ormai questo non possiamo modificarlo.

L’evento presuppone una reazione e dà inizio a una nostra personale sfida: mi impegno a farne un’elaborazione produttiva e funzionale per me e per le persone che ho intorno, e dunque posso evolvere, oppure preferisco rispondere con timore e negligenza, e dunque regredire?

È l’evento critico, ovvero la rottura, che ci destabilizza e ci pone, più o meno consapevolmente, davanti ad una scelta: tiro fuori con tutte le mie forze un accrescimento personale oppure mi ritiro e fuggo angosciato da quel che sta capitando? Spendo tutte le mie risorse per vincere o desisto?

In effetti, una trasformazione comunque avviene, è un dato di fatto, perché con un piede da una parte e un piede dall’altra, con in mezzo un baratro, ci possiamo stare, sì, ma per un tempo limitatissimo; poi dobbiamo saltare, da un lato o dall’altro che sia.

Se però, abbiamo già le gambe molto divaricate, saltare con le nostre sole risorse risulta davvero molto difficile, e per questo motivo, chiedere una mano, un sostegno, un supporto, ci permetterebbe di non sprofondare.

 

Dottoressa Olga Bevanati