“Zitti e buoni”: adolescenti senza saperlo

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Questo il titolo del celebre brano dei Måneskin, con il quale, quest’anno, hanno vinto l’Eurovision Song Festival. Questa canzone parla agli adolescenti di passaggio, ribellione, voglia di indipendenza e crescita.

Gli autori ci raccontano le sfumature dell’adolescenza, ossia il momento in cui per definirsi con le proprie differenze ci si ribella e si inizia una vera e propria rivoluzione di sé stessi.

Non per tutti può essere facile identificare il proprio periodo di adolescenza. Spesso si scorge solo dopo averlo vissuto, perché è difficile comprenderlo nella sua interezza.

La proposta è questa: indossa le cuffie, prenditi il tempo per ascoltare questa canzone ad alto volume.

Leggi con calma il testo e vedrai che la tua testa volerà in scene e situazioni vissute.

Poi se non sei annoiato, dai una lettura a queste poche righe, magari parlano proprio a te!

La psicologia degli adolescenti

Il termine “adolescere” dal latino significa crescere come un passaggio naturale del ciclo vitale delle persone con alcune caratteristiche comuni: lo sviluppo fisico, relazionale e lo svincolo dalla famiglia d’origine.

“Loro non sanno di che parlo”

La frase iniziale del brano esemplifica in maniera perfetta la sensazione di tanti adolescenti che vivono un periodo in cui è difficile essere compresi.

La difficoltà nel cercare il linguaggio giusto per trasmettere il proprio pensiero ed emozioni. La comunicazione può essere considerata uno strumento ed un’arma.

Parlare è universalmente riconosciuto come il miglior mezzo di comunicazione ma, sempre iperconessi e collegati, subentra la sensazione di essere solo sentiti e non ascoltati realmente.

Questi mesi di distanziamento sociale hanno alterato queste situazioni. E quando ti sembra di non essere capito, prova a non mollare al primo tentativo: cerca nuovi modi di esprimerti.

Le chat e i direct, spesso, non possono sostituire la voce e il volto dell’amico che non vedi da tanto tempo.

un allenamento per la vita

Scusami ma ci credo tanto che posso fare questo salto e anche se la strada è in salita per questo ora mi sto allenando.”

È realmente una strada in salita il processo di svincolo dalla famiglia d’origine, perché si nasce dentro un certo modo di pensare da cui ci si deve distanziare per poter trovare la propria personalità.

Affrontare questo passaggio, per un adolescente, richiede di abbandonare la zona comfort dentro cui si è abituati a galleggiare. Svincolarsi è vedere che si può navigare anche con la propria barca.

La barca sembra non avere mai le caratteristiche giuste:

“sto ancora studiando, non posso fare tutto da solo; la stabilità serve”.

Spesso si pensa allo svincolo come un mero distacco economico e sociale dalla propria famiglia. Non è sempre così.

Il coraggio di piccoli passi come imparare una mansione domestica, sviluppare un proprio interesse personale, pensare e progettare un vero futuro.

Non si tratta di prendere subito una strada diversa e cambiare direzione ma allenarsi per la strada in salita.

da adolescenti impariamo ad esprimerci

“Sono fuori di testa, ma diverso da loro”

Non avere paura di mostrare quello che sei, esprimi le tue differenze.

Quante volte abbiamo sentito questa frase. Il principio è giusto ma è di difficile applicazione.

Non aver fretta e prenditi il tuo tempo.

Cerca la caratteristica che ti rende davvero unico, il difetto o la qualità che ti contraddistingue.

Quando anche tu avrai imparato a non giudicarlo, l’opinione degli altri sarà sempre meno importante della tua.

Dottoressa Martina Bacciotti

Se sei interessato all’argomento ti suggerisco di leggere l’ultimo articolo della dottoressa Olga Bevanati, La bugia: riconoscerne gli scopi e come fronteggiarla

Se invece sei proprio appassionato di questi argomenti di suggerisco di dare un’occhiata al mio libro: Disney e la psicologia dello sviluppo