La metafora del naufragio

Tempo di lettura: 2'

La felicità è strettamente legata alla capacità di mantenere una “distanza di sicurezza mentale”, cioè una imperturbabile serenità di fronte ad ogni tipo di evento.

“Bello, quando sul mare si scontrano i venti

E la cupa vastità delle acque si turba,

guardare da terra il naufragio lontano:

non ti rallegra lo spettacolo dell’altrui rovina,

ma la distanza da una simile sorte.”

Il poeta latino Lucrezio apre così il secondo libro del “De rerum natura” (“Sulla natura delle cose”), ispirato alla metafora del naufragio ideata da Epicuro: secondo questo filosofo, lo spettatore che guarda una tempesta marittima dalla terraferma prova una sorta di “piacere”, legato alla distanza di sicurezza alla quale si trova, rispetto alla tempesta.

A chi non è capitato di sentirsi coccolato dal calore della propria casa, in inverno, guardando piovere fuori, mentre però si è all’asciutto sul proprio divano con una tazza di tè?

Secondo Epicuro questo stato d’animo di “imperturbabile serenità” è tipico del saggio, che riesce a mantenere un obiettivo distacco tra la propria condizione e quella di ciò che lo circonda, mantenendo stabile il proprio stato d’animo. A colpo d’occhio potrebbe sembrare un atteggiamento egoista, infatti queste affermazioni non sono state prive di critiche, ma il filosofo replica che il suo fine è auspicare una vita “serena”, e ciò non sarebbe possibile caricandosi sulle proprie spalle i mali del mondo.

Fuor di metafora la “terraferma” rappresenterebbe la conoscenza filosofica e la conseguente pace interiore che il possederla genera, e la “tempesta marittima” ritrarrebbe il costante flusso di nascita/morte – pace/guerra che avviene nel mondo.

Attenzione: questo spettacolo non viene mai considerato “gradevole”, ad essere considerata piacevole è semplicemente “la distanza di sicurezza” dell’osservatore.

E la chiave per raggiungere questo stato di imperturbabilità, secondo Epicuro, non è altro che la riflessione filosofica, capace di rafforzare l’animo e condurlo verso la serenità.

 

Dottoressa Olga Serantoni